Migranti: riportato in Libia barcone con 130 persone a bordo

Pubblicato il 22 luglio 2020 alle 20:42 in Immigrazione Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un gommone con circa 130 migranti a bordo, individuato nel Mediterraneo, martedì 21 luglio, in acque internazionali, è stato intercettato dalla Guardia costiera libica e riportato nel Paese nordafricano. È quanto ha reso noto l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), mercoledì 22 luglio, specificando che tra i migranti c’erano anche 13 minori. ”Al momento dello sbarco, le squadre dell’IOM erano a Tripoli per fornire la necessaria assistenza di emergenza”, ha aggiunto l’organizzazione in un post su Twitter.

Il servizio telefonico di salvataggio nel Mediterraneo, Alarm Phone, ha affermato, commentando la vicenda: “Siamo sollevati che siano sopravvissuti ma temiamo per le loro vite, in una zona di guerra dove tortura, stupro e detenzione sono sistematiche”. Più aspre le parole della ONG Mediterranea, che, in un tweet, ha scritto: “Ancora un respingimento. Donne, uomini e bambini respinti in Libia e verso i campi di detenzione dove ogni diritto è negato. Una vergogna senza fine”.

L’imbarcazione, di cui hanno dato segnalazione per prime Sea Watch e Alarm Phone, si trovava in mare da almeno un giorno, senza più motore e con uno dei tubolari sgonfio, al momento del soccorso. Nessuna delle persone a bordo disponeva di giubbotti di salvataggio. Le ONG avevano immediatamente avvisato della situazione sia le autorità maltesi che quelle italiane, chiedendo un rapido intervento di soccorso. Vicino al gommone, situato a circa 50 miglia dalla città di Zliten, sulla costa libica, era stato altresì avvistato un corpo senza vita che, secondo la Sea Watch, sembrava essere in acqua da diversi giorni. Anche le coordinate del luogo in cui era stato individuato il cadavere erano state inviate alle autorità di Malta, Italia e Libia.

Nel frattempo, Roma e Tripoli stanno cercando di migliorare la cooperazione bilaterale in materia di immigrazione rinegoziando il Memorandum dIntesa firmato tra i due Paesi il 2 febbraio 2017. La prima sessione del comitato misto italo-libico si è tenuta il 3 luglio al Viminale. Nel corso della riunione, la delegazione italiana ha confermato l’obiettivo di imprimere una svolta sostanziale alle relazioni tra Italia e Libia nella gestione dei flussi migratori. “Attraverso il puntuale rispetto delle norme applicabili in materia di diritti umani, un ruolo centrale da riconoscere alle competenti agenzie delle Nazioni Unite e il progressivo superamento del sistema dei centri che ospitano i migranti, vogliamo rafforzare la cooperazione con la Libia e al contempo modificare le basi del nostro rapporto”, si legge nella dichiarazione della delegazione italiana. Simili gli obiettivi del governo di Tripoli che, nella sua nota ufficiale, ha scritto: “In una fase molto delicata della crisi in Libia, Tripoli ha ribadito il ruolo irrinunciabile dell’Italia per la stabilizzazione del Paese. E per dimostrarlo, ha aperto alla modifica del memorandum sui migranti, con l’impegno al rispetto dei diritti umani, in vista di una trattativa che inizierà a luglio”.

Il Memorandum d’intesa fra Italia e Libia era stato firmato il 2 febbraio 2017 nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, al contrasto dell’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza delle frontiere. I firmatari dell’accordo erano stati l’allora presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, e il premier del GNA, Fayez al-Sarraj. Il documento era stato raggiunto nell’ambito della crisi europea dei migranti, quando a sbarcare sulle coste italiane erano decine di migliaia di uomini, donne e bambini, ha una durata triennale e si rinnova automaticamente 3 mesi prima della scadenza, in assenza di indicazioni diverse.

Nel quadro del conflitto libico l’Italia sostiene, insieme a Qatar e Turchia, il GNA di Tripoli, riconosciuto dalle Nazioni Unite e guidato dal primo ministro, Fayez al-Sarraj. Dalla parte del comandante Khalifa Haftar, uomo forte del governo di Tobruk, sono schierate invece Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Russia, Giordania e Francia.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.