Londra pronta a conferire più poteri ai servizi segreti per fermare l’ingerenza straniera

Pubblicato il 22 luglio 2020 alle 11:52 in Europa UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro inglese, Boris Johnson, sta pianificando di conferire più poteri ai servizi segreti, al fine di fermare l’interferenza straniera in Gran Bretagna, secondo quanto riportato dal Times il 22 luglio. 

Tale decisione giunge in seguito a un rapporto della Commissione parlamentare per l’Intelligence e la Sicurezza, rilasciato il 21 luglio, nel quale è stata attestata l’intromissione della Russia nel referendum per l’indipendenza della Scozia del 18 settembre 2014. Al riguardo, il governo è stato accusato di aver “distolto lo sguardo dalla palla” su Mosca.

In risposta a ciò, l’esecutivo di Johnson si sta preparando a portare avanti una nuova legislazione contro lo spionaggio, per rendere la Gran Bretagna un “ambiente più difficile in cui gli avversari possano operare”. A tal proposito, diversi ministri hanno confermato che Londra lancerà un proprio registro di “agenti stranieri” modellato sull’approccio negli Stati Uniti e in Australia. Il mancato rispetto comporterà la reclusione o l’espulsione, secondo il rapporto. Al riguardo, il segretario ai Trasporti inglese, Grant Shapps, ha riferito a Sky News che la misura sarebbe il primo passo per reprimere lo spionaggio ostile.

In seguito alla pubblicazione del proprio rapporto, la commissione parlamentare ha criticato le agenzie di intelligence britanniche per aver adottato un approccio di “estrema cautela”, e ha accusato il governo di aver “direttamente evitato” un’indagine sulle accuse che gli agenti del presidente russo, Vladimir Putin, si fossero intromessi nel voto sulla Brexit, il 23 giugno 2013.

“Non c’è risposta a questa domanda perché il governo semplicemente non ha guardato, quindi non si può trarre una conclusione in questo modo”, ha commentato il ministro degli Interni ombra di Londra, Nick Thomas-Symond, riferendosi alla potenziale interferenza nel referendum sull’UE. “Non ha preso alcuna azione in parte perché non voleva guardare, ma anche a causa di un fallimento cronico di leadership strategica”, ha aggiunto il ministro.

La mossa di Johnson è da contestualizzare in un clima di crescente preoccupazione della comunità dei servizi segreti, le quali temono che le leggi antiterrorismo britanniche non siano adatte allo scopo.

Il rapporto sulla Russia include le prove dell’ex-capo dell’MI5, Andrew Parker, il quale ha rivelato ai parlamentari inglesi che gli agenti stranieri sono, a tutti gli effetti, in grado di operare impunemente in Gran Bretagna a causa di leggi di sicurezza obsolete. In tal senso, Parker ha avvertito che, secondo la legislazione attuale, le spie straniere non possono essere perseguite a meno che non siano colte ad acquisire segreti ufficiali.

L’ufficiale ha altresì reso noto che l’Official Secrets Act, del quale alcune parti risalgono alla Prima Guerra Mondiale, è diventato “polveroso e in gran parte inefficace”.”Siamo rimasti con qualcosa che rende molto difficile affrontare alcune delle situazioni di cui stiamo parlando oggi nel campo della sfera economica, cyber, situazioni che potrebbero aver a che fare più con l’influenza”, ha evidenziato Parker.

L’atteso rapporto parlamentare ha accertato che diversi governi britannici nel passato hanno accolto gli oligarchi russi e il loro denaro “a braccia aperte”, rendendo l’influenza di Mosca nel Regno Unito una “nuova normalità”. I membri della commissione hanno sostenuto che i ministri hanno sottovalutato la minaccia rappresentata dal Cremlino, e che la Gran Bretagna ora deve “giocare a recuperare”

In tale quadro, il comitato ha etichettato la Russia, che ha perso rapidamente il proprio potere dopo la caduta dell’Unione Sovietica nel 1991, come una fonte di denaro corrotto diretto a Londra, la prima capitale finanziaria internazionale del mondo.

“Il Regno Unito ha accolto con favore il denaro russo, e poche domande, se ce ne sono, sono state poste sulla provenienza di questa considerevole ricchezza”, ha riferito il rapporto. “Il Regno Unito è stato considerato come una destinazione particolarmente favorevole per gli oligarchi russi e il loro denaro, che ha offerto meccanismi ideali con cui la finanza illecita potrebbe essere riciclata attraverso quello che è stato definito come ‘lavanderia Londra’”, ha reso noto la relazione.

Da parte sua, il Cremlino ha replicato che la Russia non ha mai interferito nei processi elettorali di un altro Paese. In particolare, Mosca ha ripetutamente negato l’ingerenza in Occidente, descrivendo l’atteggiamento di Stati Uniti e Regno Unito in preda a una “isteria anti-russa”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Mariela Langone

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.