Londra accoglierà 2,9 milioni di persone da Hong Kong

Pubblicato il 22 luglio 2020 alle 18:07 in Hong Kong UK

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Il Regno Unito avvierà un percorso facilitato per ottenere la cittadinanza inglese ad una parte dei residenti di Hong Kong, a partire da gennaio 2021. L’Ufficio per gli Affari Interni del governo di Londra ha annunciato mercoledì 22 luglio che i possessori del passaporto di British National Overseas (BNO) e i loro familiari più stretti potranno trasferirsi nel Regno Unito per motivi di studio e lavoro. 

Tale decisione, è arrivata a due giorni di distanza dalla sospensione del trattato di estradizione tra Londra e Hong Kong e dall’estensione dell’embargo sulle armi a cui è sottoposta la Cina anche all’isola. Tale decisione è stata raggiunta perché dopo l’attuazione della la legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong, lo scorso 30 luglio, Londra ha ritenuto che l’indipendenza di Hong Kong da Pechino sia venuta meno. Da parte loro, le autorità dell’isola hanno accusato il governo inglese di valutare la questione basandosi su un doppio standard e di aver infranto la legge internazionale.

In merito alla sua politica sull’immigrazione da Hong Kong, Londra aveva deciso di cambiarla non appena la Cina avesse imposto la legge sulla sicurezza. Il segretario agli Esteri inglese, Dominic Raab, ha affermato che con l’annuncio odierno Londra sta mantenendo la parola data, mantenendo la responsabilità nei confronti della popolazione dell’isola, che le deriva dalla storia, essendo Hong Kong stata una sua colonia dal 1842 al 1997.

I BNO sono quei cittadini di Hong Kong che si sono registrati per tale forma di nazionalità britannica, concessa prima che l’isola venisse ceduta alla Cina dal Regno Unito, il primo luglio 1997. Sebbene il titolo non consistesse in una cittadinanza inglese e non consentisse ai suoi detentori di vivere e lavorare in Inghilterra, tuttavia, garantiva loro assistenza consolare dalle rappresentanze di Londra.

In totale, il Regno Unito potrebbe accogliere circa 2,9 milioni di persone tra possessori del passaporto e loro familiari, i quali potranno vivere e lavorare nel Paese per 5 anni, a conclusione dei quali potranno richiedere la cittadinanza inglese. Al momento, tale documento consente una permanenza nel Regno Unito fino a sei mesi senza che sia necessario il rilascio di un visto.

Lo scorso 30 giugno, Pechino aveva approvato la “Legge della regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese per la salvaguardia della sicurezza nazionale”, entrata in vigore dalla mezzanotte del successivo primo luglio. Con tale legge sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e atti di terrorismo, ed è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale che prevede l’impiego di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino.

Per molti, la mossa di Pechino lederebbe l’autonomia e le libertà di Hong Kong. L’isola è una regione amministrativa speciale della RPC da quando fu ceduta dal Regno Unito e le sue relazioni con il governo centrale sono state regolate dal modello “un Paese, due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza ad Hong Kong, che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi. Tale modello sarebbe dovuto restare in vigore fino al 2047 ma, a detta di molti, la legge sulla sicurezza nazionale lo avrebbe violato. Per tali ragioni, il Regno Unito, gli USA, l’Australia e il Canada hanno adottato delle misure in risposta, con l’intento di indurre Pechino a rivedere le proprie posizioni.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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