Iraq: il premier in visita ufficiale a Teheran

Pubblicato il 22 luglio 2020 alle 9:49 in Iran Iraq

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Il primo ministro iracheno, Mustafa al-Kadhimi, si è recato a Teheran in visita ufficiale, dove ha incontrato, il 21 luglio, il capo di Stato iraniano, Hassan Rouhani. Il premier ha sottolineato che non consentirà attacchi contro l’Iran dai territori iracheni.

La visita del 21 luglio è stata la prima all’estero di al-Kadhimi dalla sua nomina, avvenuta il 6 maggio scorso con il voto di fiducia in Parlamento. I colloqui con gli interlocutori iraniani hanno avuto inizio nel pomeriggio e hanno visto il premier a capo di una delegazione irachena di alto livello, composta dai ministri degli Affari esteri e di Petrolio, Elettricità, Finanza, Difesa e Sanità, oltre che dal consigliere per la sicurezza nazionale. Nel corso di una conferenza stampa congiunta, trasmessa dalla televisione di Stato iraniana, al-Kadhimi ha dichiarato che il popolo iracheno desidera instaurare con l’Iran buone relazioni, basate sul principio di non ingerenza negli affari interni di ciascuna parte.

Parallelamente, il premier ha evidenziato come sia Baghdad sia Teheran si trovino ad affrontare sfide comuni, tra cui l’emergenza coronavirus e il crollo dei prezzi del petrolio, le quali necessitano di un coordinamento bilaterale in base agli interessi di entrambi i Paesi. L’Iraq, dal canto suo, non dimenticherà il sostegno offerto dall’Iran nella lotta allo Stato Islamico e si impegnerà per far sì che dai propri territori non provenga alcun attacco o minaccia per Teheran, alludendo a possibili tensioni con Washington. 

Secondo quanto affermato da Rouhani, anche Teheran è disposta a sostenere Baghdad nella lotta contro il coronavirus, fornendo altresì i dispositivi e le attrezzature mediche necessarie. Inoltre, ha evidenziato il presidente iraniano, vi è la volontà di incrementare gli scambi commerciali, per un valore pari a circa 20 miliardi di dollari, e di completare i lavori per la costruzione della rete ferroviaria tra i due Paesi. A detta di Rouhani, l’Iraq rappresenta un importante tassello nella regione per garantire sicurezza e stabilità, e, pertanto, Teheran è disposta ad affiancarlo in questa missione.

Tra gli altri punti al centro delle discussioni tra Teheran e Baghdad vi sono stati il debito contratto dall’Iraq verso l’Iran in materia di energia ed elettricità, pari a circa 3 miliardi di dollari, e la riapertura delle frontiere a seguito della chiusura determinata dalla pandemia. L’agenda di Al-Kadhimi prevedeva altresì una visita in Arabia Saudita, per il 20 luglio, rinviata dopo che il monarca saudita, il re Salman bin Abdulaziz al-Saud, è stato ricoverato in ospedale per controlli medici. Tuttavia, si prevede che, a seguito del viaggio in Iran, il premier iracheno si recherà altresì negli Stati Uniti, uno dei maggiori rivali di Teheran, con cui Baghdad ha già intrapreso una serie di colloqui da collocarsi nel quadro del cosiddetto “dialogo strategico”.

Le tappe della prima missione all’estero di al-Kadhimi, Arabia Saudita, Iran e USA, hanno fatto pensare ad un tentativo di mediazione da parte dell’Iraq, il quale cercherebbe di favorire una de-escalation a livello regionale ed internazionale tra i diversi rivali. Tuttavia, il Paese ha visto talvolta violata la propria sovranità da attori esterni, come testimoniato dalle tensioni tra Washington e Teheran verificatesi a cavallo tra il 2019 ed il 2020, il cui apice è stato raggiunto il 3 gennaio, con l’uccisione del generale iraniano a capo della Quds Force, Qassem Soleimani, morto a seguito di un raid ordinato dal capo della Casa Bianca, Donald Trump.

In tale quadro, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammed Javad Zarif, si è recato in visita ufficiale in Iraq il 19 luglio, dove ha incontrato, tra gli altri, il suo omologo iracheno, Fuad Hussein, per discutere delle relazioni bilaterali tra Teheran e Baghdad e degli sviluppi regionali, concordando sulla necessità di un Iraq forte per il bene dell’intera area geografica e ribadendo il sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale irachena.

Al-Kadhimi, nel frattempo, deve far fronte a crescenti pressioni interne da parte di gruppi affiliati all’Iran, che lo considerano schierato con gli Stati Uniti, vista la volontà del premier di limitare la presenza e il potere di milizie e partiti filo-iraniani. Nei primi due mesi del governo al-Kadhimi, le forze di sicurezza irachene hanno effettuato raid che hanno portato all’arresto di membri di tali milizie, ma la maggior parte dei detenuti sono stati rilasciati dopo poco tempo.

Tuttavia, gli Stati Uniti hanno elogiato tali mosse e hanno accolto con favore diverse nomine promosse proprio da al-Kadhimi, tra cui quella di Abdul Amir Yarallah come capo di Stato maggiore dell’esercito e di Qassim al- Muhammadi alla guida delle forze di terra. Non da ultimo, al-Kadhimi ha nuovamente conferito un incarico al generale Abdel Wahab al-Saadi all’interno della squadra anti-terrorismo. Sebbene fosse considerato uno degli eroi della lotta contro lo Stato Islamico, al-Saadi era stato privato delle proprie funzioni dall’ex primo ministro Adel Abdul Mahdi, spinto, a sua volta, da gruppi filo-iraniani, che avevano accusato il generale di spionaggio per conto degli Stati Uniti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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