Egitto: sventato attacco terroristico nel Sinai del Nord

Pubblicato il 22 luglio 2020 alle 18:16 in Africa Egitto

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L’esercito egiziano ha dichiarato di aver “eliminato”18 sospetti terroristi, nel Sinai del Nord, e di essere riuscito a sventare il loro tentativo di condurre un attentato contro un posto di blocco militare. Due membri del personale dell’esercito sono rimasti uccisi e altri quattro sono rimasti feriti durante loperazione delle forze di sicurezza, che ha avuto luogo nell’area di Bir al-Abed, nel Nord della penisola. Uno degli aggressori, secondo quanto specificato dallesercito egiziano, indossava una cintura esplosiva. Durante loffensiva, le truppe sono riuscite a distruggere quattro veicoli, di cui tre autobombe.

Il 3 giugno, alcuni soldati erano rimasti feriti in un agguato teso da alcuni militanti affiliati allo Stato Islamico nella penisola del Sinai. Lincidente era avvenuto ei pressi della città di Rafah, al confine con la Striscia di Gaza, dove l’esercito del Cairo combatte contro i gruppi armati della regione almeno dal 2013. 

Di recente, le truppe egiziane hanno lanciato una nuova campagna contro i combattenti dello Stato Islamico nella Provincia del Sinai, coordinandosi con le tribù locali stanziate nelle aree settentrionali e centrali della regione. A maggio, le autorità avevano riferito che circa 15 soldati erano morti o rimasti feriti nelle operazioni condotte nella penisola e che almeno 126 sospetti militanti erano stati eliminati in una serie di scontri e attacchi aerei effettuati nellultimo periodo.

La regione del Sinai, zona di congiunzione tra i continenti africano ed asiatico, è teatro, da anni, di operazioni militari. L’esercito egiziano ha lanciato una campagna, chiamata Comprehensive Operation – Sinai il 9 febbraio 2018, con l’obiettivo di intensificare i controlli nella regione e contrastare i ribelli islamisti e le altre attività criminali che compromettono la sicurezza e la stabilità del Paese. In tale quadro, il 3 maggio, l’esercito egiziano ha riferito di aver ucciso circa 126 sospetti militanti islamisti nella provincia del Sinai, in una serie di raid militari effettuati nei mesi precedenti. Secondo le ultime cifre ufficiali, il numero di terroristi uccisi dal lancio dell’operazione ammonta a 970.

Il Global Terrorism Index 2019 colloca l’Egitto all’undicesima posizione tra i Paesi maggiormente colpiti dalla minaccia terroristica. Da quando, il 3 luglio 2013, un golpe ha rovesciato l’ex presidente islamista Mohamed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani, centinaia di soldati e poliziotti sono morti in attacchi da parte di gruppi estremisti. Tra le organizzazioni maggiormente attive vi è Wilayat Sinai, la quale trova la sua origine in un ulteriore gruppo, Ansar Bayat al-Maqdis, fautore del raggruppamento di diversi militanti attivi nella regione del Sinai. Nel 2014, Wilayat Sinai ha giurato fedeltà all’ISIS, assumendo il nome attuale. Si stima che il numero dei combattenti oscilli tra i 1.000 ed il 1.500, operanti per lo più in tale regione, ma responsabili di alcuni attacchi anche in altre aree egiziane.

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Chiara Gentili

di Redazione

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