Tensioni Grecia-Turchia: annunciata indagine sismica di Ankara presso l’isola greca di Kastellorizo

Pubblicato il 21 luglio 2020 alle 17:22 in Grecia Turchia

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La stazione di Antalya Navtex ha annunciato, il 21 luglio, i piani per un’indagine sismica della Turchia a Sud e a Est dell’isola greca di Kastellorizo, dal 21 luglio al 2 agosto. La nave di esplorazione sismica di Ankara Oruc Reis dovrebbe arrivare nell’area a breve. 

A riguardo, sono state messe in allerta le forze armate della Grecia. 

L’aumento dell’attività è stato osservato presso la base navale di Aksaz, con 15 navali che sarebbero partiti da lì allarmando Atene e la Marina ellenica. Per tale motivo, il capo di stato maggiore della difesa nazionale ellenica (GEETHA), Konstantinos Floros, ha accelerato il proprio ritorno da Cipro.

Con il comportamento della Turchia nel Mediterraneo orientale sempre più provocatorio, la Grecia si sta preparando per una possibile escalation delle tensioni, nel timore che i funzionari turchi mettano in atto le minacce di lanciare esplorazioni di idrocarburi al largo delle isole di Creta o di Kastellorizo. Di fatto, le indagini sismiche fanno parte dei lavori preparatori per la ricerca di potenziali idrocarburi. 

Un eventuale intervento turco nel Mediterraneo orientale sarebbe motivato dalla volontà di Ankara di impedire un accordo sulla delimitazione di una Zona Economica Esclusiva (ZEE) tra la Grecia e l’Egitto, attualmente in discussione tra i due Paesi.

In tale scenario, il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha esortato la Turchia a smettere di trivellare risorse naturali nel Mediterraneo orientale, se Ankara vuole mantenere i progressi nelle relazioni con l’Unione Europea.

Parallelamente, sempre il 21 luglio, un paio di caccia F-16 turchi sono entrati nello spazio aereo greco alle 14:23 ora locale, e hanno sorvolato gli isolotti di Strongyli e Megisti vicino a Kastellorizo, ad un’altitudine di 12.500 piedi.

Alla luce di tali eventi, il principale leader dell’opposizione, Alexis Tsipras, ha tenuto una riunione di emergenza con i consiglieri e alcuni ex-funzionari della Difesa sul dossier della Turchia. Tra questi, erano presenti l’ex-ministro della Difesa, Evangelos Apostolakis, e l’ex-capo delle forze armate, Christos Christodoulou.

I partecipanti hanno discusso il NAVTEX rilasciato da Ankara oltre alla “continua escalation della provocazione turca, sia prima che subito dopo il vertice dell’UE, dove alla fine non sono state discusse sanzioni contro la Turchia”, hanno riferito alcune fonti, riprese dal quotidiano ellenico Ekathimerini.

Le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver danneggiato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inseriscono i sorvoli non autorizzati dei caccia turchi nello spazio aereo della Grecia e la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale. I rapporti si sono ulteriormente incrinati quando, lo scorso 30 maggio, Ankara, in virtù del Memorandum siglato con la Libia, aveva pubblicato in Gazzetta ufficiale i 24 blocchi per cui la compagnia petrolifera di Stato turca, la TPAO, aveva richiesto la licenza per avviare le esplorazioni energetiche. Insieme al disegno delle aree di competenza, in Gazzetta è stata inserita anche la richiesta da parte ella TPAO di condurre esplorazioni in tutti i blocchi occidentali della mappa, i quali si trovano nei pressi delle isole della Grecia. La pubblicazione dei blocchi in Gazzetta ufficiale confermava le intenzioni della Turchia di portare avanti l’implementazione dell’accordo siglato lo scorso 27 novembre con la Libia, nonostante le Nazioni Unite non abbiano ancora approvato i confini marittimi decisi dai due Paesi.       

In tale quadro, Atene ha dichiarato di ritenere evidenti le intenzioni di Ankara di sfidare la propria sovranità territoriale nelle acque delle isole greche. Da parte sua, invece, la Turchia ha ribadito che le aree per cui la compagnia petrolifera di Stato ha richiesto la licenza di esplorazione fanno parte della piattaforma continentale turca definita dalle Nazioni Unite.      

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Mariela Langone

di Redazione

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