Cina-Cambogia: continua la cooperazione economica

Pubblicato il 21 luglio 2020 alle 16:59 in Cambogia Cina

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I ministri del Commercio di Cina e Cambogia, Zhong Shan e Pan Sorasak, hanno annunciato di aver portato a termine il 20 luglio i negoziati per il raggiungimento di un accordo di libero scambio sino-cambogiano, confermando il rafforzamento della cooperazione bilaterale e l’intensificazione dei legami economico-commerciali. I due ministri hanno quindi rilasciato la Dichiarazione congiunta sui negoziati per l’accordo commerciale di libero scambio tra la Repubblica Popolare Cinese e Il Regno di Cambogia, con la quale si sono impegnati a firmare l’accordo entro il 2020.

Da parte cinese, Zhong ha ricordato il decimo anniversario dall’instaurazione del partenariato strategico globale tra Cina e Cambogia che ricorre nel 2020. Il presidente cinese, Xi Jinping, e il primo ministro cambogiano, Hun Shen, hanno investito di grande importanza il raggiungimento di un accordo di libero scambio e hanno più volte dato importanti indicazioni a riguardo. Zhong  ha ribadito che un accordo di libero scambio sarà un importante passo per aiutarsi l’un l’altro nelle difficoltà create dal coronavirus e contribuirà all’economia regionale, ribadendo l’importanza di un’economia mondiale aperta. Sorasak ha invece definito il raggiungimento dell’accordo una pietra miliare nello sviluppo delle relazioni bilaterali che ha segnato l’inizio di una nuova era per il loro partenariato e per la cooperazione nell’ambito delle Nuove Vie della Seta (OBOR).

Cina e Cambogia hanno allacciato i rapporti diplomatici il 1958 e, ad oggi, Phom Penh è uno dei maggiori alleati di Pechino nella regione dell’Asia Sud-orientale. La Cina è il Paese da cui provengono la maggior parte degli investimenti esteri diretti in Cambogia ed è il suo primo partner commerciale. I negoziati per un accordo di libero scambio erano iniziati a dicembre 2019 e con esso la Cina potrà incrementare la sua presenza economica e la sua influenza politica in Cambogia mentre a quest’ultima sarà garantito l’accesso ad uno dei più grandi mercati mondiali.

La Cambogia ha deciso di partecipare al progetto OBOR, lanciato da Xi nel 2013, e di sfruttarlo come motore per lo sviluppo nazionale. Tra i progetti più importanti c’è la zona economica speciale di Sihanoukville, una città portuale che si affaccia sul golfo del Siam. Grazie alla sua istituzione, nel 2019 sono state quasi 20.000 le persone che vi lavoravano e le fabbriche operative circa 100, per lo più di tipo manifatturiero, ma il progetto ambisce ad ospitare circa 300 aziende per un totale di 100.000 posti di lavoro. Nella città saranno poi istituiti centri di formazione governativi gratuiti per lavoratori e studenti. La crescita dell’attività commerciale cambogiana non è tuttavia  sostenuta da un sistema infrastrutturale efficiente che quindi inficia la competitività cambogiana. Per questo, altro progetto fondamentale è stato l’autostrada Phnom Penh-Sihanoukville che collegherà la capitale all’unico porto d’altura internazionale del Paese. Il progetto è totalmente a carico dell’azienda statale cinese China Communications Construction Company (CCCC) che vi ha investito 1,9 miliardi di dollari e che riscuoterà i pedaggi attraverso la sua azienda sussidiaria China Road and Bridge Corporation (CRBC).

Oltre a sostenere i progetti OBOR, l’accordo di libero scambio sino-cambogiano sarà poi determinante considerando la sospensione delle preferenze commerciali che l’Unione Europea ha finora accordato a Phom Penh, la quale entrerà in vigore dal prossimo 12 agosto. Da tale data in poi, l’UE ripristinerà le tariffe sui circa ¼ dei prodotti cambogiani per punire il Paese per gli eventi legati alle elezioni 2018.  Hun Sen ha messo al bando l’unico partito d’opposizione, guidato dall’attualmente esiliato Sam Rainsy, attirando le critiche del mondo occidentale ma stando attento ad intensificare i legami con la Cina .Il 5 febbraio, in piena emergenza coronavirus, il primo ministro cambogiano si è recato in visita a Pechino per esprimere la vicinanza alla Cina nella lotta al coronavirus e ha richiesto di visitare Wuhan, epicentro della pandemia, sebbene poi ciò non sia stato possibile.

La Cina è un alleato strategico cambogiano anche in termini di difesa, nonché il suo maggior fornitore di attrezzature militari. Nel 2019 la Cina ha promesso 90 milioni di dollari a supporto del settore della difesa cambogiano. Pechino ha anche sostenuto la marina cambogiana finanziando l’acquisto di navi da pattuglia e migliorie alla base navale di Ream. Quest’ultima è stata oggetto di speculazioni, soprattutto nel 2019, quando alcuni media americani hanno diffuso la notizia che la marina dell’esercito cinese vi stesse segretamente istituendo una propria base. Tale notizia è stata più volte negata anche dallo stesso primo ministro cambogiano che ha ribadito che la costituzione cambogiana stessa vieta la concessione di basi militari ad altri Paesi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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