Belgio: ultimo tentativo per formare un governo, nuove elezioni possibili

Pubblicato il 21 luglio 2020 alle 10:42 in Belgio Europa

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Il Belgio potrebbe tornare alle urne se i due consiglieri nominati da re Filippo il 20 luglio non trovassero un accordo per formare un governo di coalizione nei prossimi 50 giorni, ha riferito il leader del Partito Socialista di lingua francese, Paul Magnette.

“Abbiamo circa 50 giorni per trovare una soluzione, in mancanza della quale dovremo indire una nuova elezione”, ha annunciato Magnette dopo che il re lo ha incaricato di cercare possibili soluzioni di coalizione, insieme al leader del partito nazionalista N-VA, Bart De Wever, il più popolare nella regione fiamminga di lingua olandese.

Attualmente, il Belgio è gestito da un’amministrazione ad interim con poteri limitati da più di un anno, poiché le elezioni del 26 maggio 2019 non sono riuscite a risolvere lo stallo politico, guidata da Sophie Wilmès, la quale ha ricevuto poteri di emergenza per sei mesi per gestire la crisi del coronavirus. Tuttavia, tali poteri scadono il prossimo settembre, il che conferisce ai due leader politici circa 50 giorni per cercare di raggiungere un accordo di coalizione o affrontare la prospettiva di un nuovo voto.

“Durante questi 50 giorni, dedicherò tutte le mie energie alla formazione di un vero governo che abbia una reale capacità di agire”, ha dichiarato Magnette, altresì sindaco di Charleroi, in un video postato su Twitter nella serata del 20 luglio.

Parallelamente, De Wever, anche sindaco di Anversa, ha ribadito, sempre su Twitter, di accettare la sfida nonostante il momento “molto difficile” a causa della pandemia di coronavirus, specificando che tale crisi “ha dimostrato che questo Paese è istituzionalmente totalmente rotto”.

La divisione linguistica del Belgio è sempre stata una questione spinosa nella formazione di un governo. In tal senso, il Paese europeo detiene il record mondiale di 541 giorni per formare un governo, raggiunto in seguito alle elezioni del 13 giugno 2010.

In particolare, la federazione è composta da tre regioni territoriali e tre comunità linguistiche. Le prime comprendono le Fiandre a Nord, la Vallonia a Sud e la regione della capitale Bruxelles, ognuna delle quali ha un proprio governo con un proprio Parlamento. Le tre comunità del Belgio, invece, prendono il nome dalla lingua parlata, rispettivamente il fiammingo, il francese e il tedesco.

Le maggioranze sono diverse sia a livello regionale sia a livello nazionale, e ciò rende il processo decisionale in Belgio molto controverso, in quanto i leader delle Comunità possono approvare decreti e ordinanze aventi lo stesso valore giuridico delle leggi federali. Ad esempio, le Fiandre si sono rifiutate di ratificare il trattato CETA che eliminerebbe le tariffe tra l’UE e il Canada, il 24 ottobre 2016

Il capo dello Stato è invece il re, il quale svolge un ruolo in gran parte cerimoniale e simbolico. La propria funzione politica primaria è quella di designare un leader politico per formare un nuovo governo. Dopo le elezioni legislative, il capo del partito o della coalizione di maggioranza è di solito nominato primo ministro dal re, e poi approvato dal Parlamento per un mandato di quattro anni. Il re, su raccomandazione del primo ministro, nomina formalmente altresì il Consiglio dei ministri.

A livello federale, il potere esecutivo è esercitato dal Consiglio dei ministri, presieduto al premier, con ogni ministro a capo di un dipartimento governativo, che possono essere al massimo di 14.  

Il Parlamento belga è bicamerale ed è composto dal Senato e dalla Camera dei Rappresentanti. La Camera ha 150 membri eletti direttamente con voto proporzionale. Il Senato, invece, elegge 60 membri, di cui 50 in modo indiretto tramite la nomina della comunità e dei parlamenti regionali in base ai loro risultati elettorali, e 10 dagli altri 50 senatori. Tutti i membri del Parlamento hanno un mandato di cinque anni.

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Mariela Langone

di Redazione

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