Arabia Saudita: Baghdad “strategicamente importante”, firmati nuovi accordi

Pubblicato il 21 luglio 2020 alle 11:16 in Arabia Saudita Iraq

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Nonostante la visita del primo ministro iracheno, Mustafa al-Kadhimi, in Arabia Saudita sia stata rinviata, Riad e Baghdad hanno siglato, il 20 luglio, accordi riguardanti il settore energetico, sanitario e lo sport.

Al-Kadhimi era atteso a Riad il 20 luglio, ma la visita è stata cancellata dopo che il monarca saudita, il re Salman bin Abdulaziz al-Saud, è stato ricoverato in ospedale per controlli medici, probabilmente a seguito di un’infiammazione alla cistifellea. Nonostante ciò, una delegazione irachena, guidata dal ministro delle Finanze, Ali Allawi, è giunta nel Regno il 19 luglio per incontrare rappresentanti sauditi. Il meeting, svoltosi nella giornata del 20 luglio, ha portato alla firma di diversi accordi di investimento, nel quadro del Consiglio di coordinamento saudita-iracheno, con l’obiettivo di consolidare l’asse Baghdad-Riad.

Secondo quanto riportato dal ministro del Commercio saudita, Majid Al-Qasabi, le relazioni tra i due Paesi hanno ricevuto un nuovo slancio in diversi ambiti, interessando la politica, l’economia e lo sviluppo di entrambe le parti. A tal proposito, Riad e Baghdad hanno delineato una serie di progetti di investimento che vedranno altresì coinvolto il Fondo saudita per lo sviluppo, il quale si è impegnato a concedere prestiti per finanziare tali piani. Tra questi, il Regno saudita fornirà assistenza medica all’Iraq per sostenere il Paese nella lotta al coronavirus, nella cornice di un protocollo di cooperazione riguardante il settore sanitario.

Le discussioni hanno poi preso in esame accordi in materia di energia e petrolio, così come sport e gioventù. Non da ultimo, l’Arabia Saudita si è impegnata a riaprire il valico di frontiera di Arar, in modo da favorire gli scambi economici e commerciali tra i due Paesi, sulla base di un accordo firmato con il precedente governo iracheno, presieduto da Adel Abdul Mahdi, nel mese di ottobre 2019. Tuttavia, sarà dapprima necessario verificare se vi sono i prerequisiti necessari alla riapertura. A margine dell’incontro del 20 luglio, il ministro della Cultura saudita, il principe Badr bin Abdullah bin Farhan, ha affermato che il Regno saudita e l’Iraq condividono “cultura, storia, civiltà e altro ancora”, mentre per il viceministro della Difesa, il principe Khalid bin Salman, Baghdad è “strategicamente importante” per Riad.

L’Arabia Saudita ha cercato più volte di “corteggiare” l’Iraq, di comune accordo con gli Stati Uniti, con il fine di contrastare la crescente influenza dell’Iran, considerato il principale nemico in Medio Oriente sia da Riad sia da Washington. Da parte sua, l’Iraq mira ad ottenere vantaggi economici dai maggiori rapporti con il Regno saudita. L’istituzione del Consiglio di Coordinazione congiunto saudita-iracheno risale al mese di ottobre 2017, pochi mesi prima della sconfitta militare dell’ISIS in Siria e in Iraq, quando Riad e Baghdad si sono impegnate a facilitare la ricostruzione delle aree devastate dai terroristi in Iraq. Non da ultimo, nel mese di aprile 2019, dopo la riapertura del consolato saudita in Iraq, Riad si è impegnata a stanziare prestiti da 1.5 miliardi di dollari e, dopo un mese, sono stati siglati 13 accordi in diversi ambiti, dall’energia all’istruzione.

L’Iraq, dal canto suo, potrebbe svolgere il ruolo di “pacificatore” tra l’Iran e l’Arabia Saudita, visto il suo impegno per allontanare qualsiasi eventuale conflitto nella regione. Tuttavia, il Paese ha visto talvolta violata la propria sovranità da attori esterni, come testimoniato dalle tensioni tra Washington e Teheran verificatesi a cavallo tra il 2019 ed il 2020. A tal proposito, l’Arabia Saudita, come riferito il 23 gennaio scorso dal ministro di Stato per gli Affari esteri, Adel al-Jubayr, si è detta interessata nel salvaguardare l’indipendenza dell’Iraq, allontanandolo dall’interferenza di Teheran. Quest’ultima, secondo al-Jubeir, sta “rubando” le ricchezze di Baghdad e mira sempre più a favorire le proprie milizie all’interno del territorio iracheno.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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