Vertice europeo: i punti di vista dei vari Paesi al quarto giorno di negoziati

Pubblicato il 20 luglio 2020 alle 17:40 in Europa

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I negoziati tra i leader dell’Unione Europea sul pacchetto di recupero del coronavirus stanno entrando nella “fase cruciale”, ha rivelato il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

I partecipanti dei 27 Paesi del blocco hanno terminato un primo round di colloqui all’alba del 20 luglio, senza tuttavia aver raggiunto un accordo e, per tale motivo, i negoziati sono ripresi alle 16:00 della stessa giornata, nonostante il summit dovesse originariamente concludersi il 18 luglio.

Al termine del primo ciclo, Von der Leyen ha riferito ai giornalisti che “dopo tre giorni e tre notti di maratona negoziale, stiamo entrando ora nella fase cruciale, ma ho l’impressione che i leader europei vogliono davvero un accordo”. “Sono sicura per oggi, non ci siamo ancora ma le cose si stanno muovendo nella giusta direzione”, ha aggiunto il presidente della Commissione.

In tale quadro, sono diverse le divergenze tra le varie nazioni. A detta del primo ministro lussemburghese, Xavier Bettel, nei propri sette anni di esperienza di vertici europei, il premier “non aveva mai visto posizioni diametralmente opposte come questa volta”.

Le divergenze sono state così ampie che la ripresa dei colloqui dei 27 leader del 19 luglio è stata rinviata di diverse ore, mentre piccoli gruppi lavoravano su nuove proposte di compromesso.

Il primo ministro olandese, Mark Rutte, costituisce il fronte di opposizione principale ai piani sul tavolo, insistendo su un tetto di 350 miliardi di euro di sovvenzioni, e preferendo prestiti a condizioni rigorose, mentre il fondo di recupero originariamente prevedeva 500 miliardi da erogare sotto forma di sovvenzioni e 250 miliardi in prestiti.

Il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ha incolpato i cosiddetti “Stati frugali”, ovvero Paesi Bassi, Danimarca, Svezia e Austria di essere “avari ed egoisti”. Ai microfoni della televisione di Varsavia poco prima della ripresa del quarto giorno di negoziati, il 20 luglio, Morawiecki ha commentato l’ultima proposta del presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, di ridurre l’importo delle sovvenzioni nel pacchetto.

“È una certa quantità, forzata da un gruppo di stati egoistici e tirchi che guardano le cose molto strettamente attraverso il prisma dei propri interessi, una quantità per ulteriori negoziati”, ha affermato il premier polacco.

Sulla stessa scia, anche il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, ha accusato i quattro Stati del Nord di “ricatto” e, in particolare, ha definito la proposta di Rutte sulla governance del Recovery Fund “inconcepibile con i trattati e impraticabile sul piano politico”. Da parte sua, Conte spinge invece per un ritorno alla proposta della presidente della Commissione europea, che preferirebbe delegare l’intera gestione nelle mani dell’esecutivo di ciascuno Stato membro.

Al contrario, nonostante la situazione analoga all’Italia, stando a quanto dichiarato dal ministro degli Esteri spagnolo, Arancha Gonzalez Laya, Madrid non rifiuta le condizioni legate all’erogazione dei fondi dell’UE per aiutare la ripresa dalla pandemia, o un governo forte per supervisionare questi esborsi.

“La Spagna ha le idee chiare: non rifiutiamo la condizionalità. Ma vogliamo trasparenza. Il primo ministro Sanchez cerca di rendere la Spagna parte della soluzione”, ha spiegato Gonzalez Laya in un’intervista con la radio locale Cadena SER.

Nonostante il clima fortemente conflittuale, il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, ha affermato che un accordo sul piano di ripresa di Bruxelles è “possibile e necessario”, evidenziando come in gioco ci sia il futuro dell’Europa nel XXI secolo.

Anche il Cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, dopo la lunga notte di negoziati del 19 luglio ha riconosciuto che, sebbene le discussioni al vertice dell’UE siano state difficili, sono stati compiuti dei progressi. “Le trattative difficili sono appena finite e possiamo essere molto soddisfatti del risultato di oggi. Noi continueremo nel pomeriggio”, ha pubblicato su Twitter Kurz. 

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Mariela Langone

di Redazione

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