Il Turkmenistan vara misure anti-coronavirus, senza ammettere alcun caso

Pubblicato il 20 luglio 2020 alle 6:08 in Asia Turkmenistan

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Le autorità del Turkmenistan hanno imposto una serie di misure contro la diffusione del coronavirus, tuttavia al momento il governo dice ancora di non aver registrato casi di positività a Covid-19 nel Paese.

Lo scorso 12 luglio, il Ministero della Sanità di Ashgabat ha emesso un avviso in cui “raccomanda fortemente” di indossare mascherine per il viso in quello che è stato il primo avvertimento ufficiale riguardo a Covid-19 nel Paese. Tuttavia la malattia non è mai nominata. La nota afferma che l’adozione della protezione avrebbe aiutato a difendersi da una presunta ondata di particelle di polvere nell’aria. Sono seguiti altri avvisi che consigliano alla popolazione di mantenere le distanze sociali. Una guida simile è stata pubblicata sul retro del quotidiano statale Neutral Turkmenistan il 7 luglio.

Il bollettino serale del 12 luglio riportava un breve articolo che mostrava donne che compravano maschere di cotone in un centro commerciale della capitale Ashgabat. Gli attori in televisione hanno dimostrato la tecnica per coprirsi il viso.

Anche la comunità internazionale è stata coinvolta. L’ufficio delle Nazioni Unite in Turkmenistan ha prodotto un video che incoraggia le persone a evitare inutili contatti fisici con gli altri e a lavarsi le mani regolarmente. L’ambasciatore britannico Hugh Philpott è entrato in scena, twittando un selfie con indosso una mascherina colorata e consigliando ad altri di fare lo stesso per proteggersi contro COVID-19 e altre infezioni. 

L’Ambasciata degli Stati Uniti ha affermato di aver ricevuto “segnalazioni di cittadini locali con sintomi compatibili con COVID-19 sottoposti a test COVID-19 e messi in quarantena negli ospedali per malattie infettive per un massimo di quattordici giorni”. L’ultima volta che l’ambasciata americana aveva pubblicato una notizia simile, il governo turkmeno aveva diffuso una nota di protesta, ma questa volta non ha smentito.

L’ambasciata russa è non è stata altrettanto diretta nel manifestare le sue preoccupazioni, ma ha annunciato che per ora “le visite di persona nella sezione consolare sono sospese” e chiede che le richieste di visto e i documenti siano inviati per posta elettronica.

Una missione di esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità il 15 luglio ha concluso una visita di 10 giorni nel paese.  Non sono attese dichiarazioni che mettano in imbarazzo il governo di Ashgabat, che per mesi ha negato l’esistenza di Covid-19, tuttavia gli esperti affermano che è difficile immaginare che il Turkmenistan persegua la linea negazionista adottata finora.

In effetti, le autorità stanno già implementando quello che sembra un blocco parziale, molte settimane dopo la maggior parte dei Paesi della regione. Il quotidiano Arzuw, con sede ad Ashgabat, che sta lentamente emergendo come una delle testata più autonome, nonostante la cautela imposta dalle limitazioni alla stampa nel Paese, ha riferito che i viaggi in treno devono essere sospesi fino al 23 luglio come misura per prevenire la diffusione di malattie infettive. Bazar e centri commerciali vengono chiusi a livello nazionale.

Il sito Web di notizie gestito dall’opposizione Gundogar ha riferito che la Turkmenistan Airlines sta studiando la sospensione dei collegamenti internazionali fino al 30 agosto. Un dipendente senza nome della Turkmenistan Airlines ha affermato su Gundogar che la sospensione potrebbe anche essere estesa a dicembre.

Turkmen.news, il network dell’opposizione con sede ad Amsterdam, riferisce di misure più pesanti. La polizia di Ashgabat dà ordine, attraverso gli altoparlanti, di non uscire di casa senza maschera. I conducenti sono fermati ai posti di blocco stabiliti in tutta la città città e coloro che vengono trovati senza mascherine sono obbligati a comprarle sul posto.

 

Il governo continua a negare l’esistenza di Covid-19 nel Paese, e Ashgabat non parla più nemmeno di epidemia di polmonite, come hanno fatto altri vicini dell’Asia centrale e come si faceva lo scorso giugno. Tuttavia, il Ministero della Salute ha stretto un accordo con alcuni produttori farmaceutici russi per acquistare “la quantità necessaria di farmaci antivirali”.

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Italo Cosentino, interprete di russo

 

di Redazione

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