Siria: esplosione al confine siro-turco provoca almeno 7 morti e 60 feriti

Pubblicato il 20 luglio 2020 alle 8:50 in Siria Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’esplosione di un’autobomba ha causato la morte di almeno 7 persone, di cui 5 civili, e circa 60 feriti, tra cui anche donne e bambini.

Nello specifico, l’episodio si è verificato il 19 luglio, nelle vicinanze di Bab al-Salameh, al confine tra Siria e Turchia. Si tratta di una zona controllata da gruppi di opposizione filo-turchi.  Il bilancio iniziale dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) includeva 3 morti e circa 6 feriti, ma tali cifre sono via via aumentate nel corso delle ore successive. Nella medesima giornata, un’ulteriore esplosione ha interessato la città di Afrin, nel governatorato Nord-occidentale di Aleppo, ed ha causato circa 10 feriti, tra cui anche civili. A detta del SOHR, l’esplosione è stata provocata da un dispositivo posto in un veicolo militare di al-Sham Corps, un’alleanza di gruppi ribelli appoggiati da Ankara.

Al momento, gli episodi non sono stati ancora rivendicati, ma non è la prima volta che le zone di frontiera si trovano ad assistere ad attentati simili. Proprio Afrin è stata al centro di una delle esplosioni più violente degli ultimi mesi, il 28 aprile scorso, quando un’autocisterna è esplosa causando circa 46 morti civili, tra cui anche donne e bambini, e più di 40 feriti. In tale occasione, la Turchia ha accusato le milizie curde ed il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) di essere responsabili per quello che è stato definito un attentato. Il PKK è un’organizzazione paramilitare, sostenuta delle masse popolari del Sud-Est della Turchia di etnia curda, ma attiva anche nel Kurdistan iracheno. Per Ankara, l’Unione Europea e per gli Stati Uniti, tale Partito è da considerarsi un’organizzazione terroristica.

Quanto accaduto il 19 luglio si colloca in un clima di rinnovate tensioni tra i gruppi di ribelli, appoggiati da Ankara e oppositori del regime del presidente siriano, Bashar al-Assad, e l’esercito siriano, coadiuvato da Mosca. Tali fazioni si affrontano nei territori e nei cieli siriani dal 15 marzo 2011, sebbene sia il governatorato Nord-occidentale di Idlib, l’ultima roccaforte controllata dai ribelli, ad essere l’obiettivo delle offensive degli ultimi mesi. Ciò ha portato il presidente russo, Vladimir Putin, ed il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, il 5 marzo, a concordare un cessate il fuoco nella regione, accolto con scetticismo dalla popolazione locale.

La Turchia, dal canto suo, dal 2016, ha condotto quattro operazioni nel Nord della Siria, con il fine di evitare la formazione di un corridoio verso il confine turco usufruibile dai “terroristi” curdi e di stabilire la pace nella regione. Tra queste, vi è l’operazione “Fonte di pace”, lanciata il 9 ottobre 2019, un giorno dopo il ritiro delle truppe statunitensi dal Nord-Est della Siria. In tale occasione, l’obiettivo è stato rappresentato dalle Syrian Democratic Forces (SDF), guidate dalle Unità di Protezione Popolare, considerate il principale alleato degli Stati Uniti nella lotta contro l’ISIS in Siria. Grazie a tale collaborazione, negli ultimi anni, le SDF sono riuscite ad ampliare il proprio controllo nelle zone settentrionali ed orientali della Siria, fino ad occupare una vasta area che si estende per 480 km dal fiume Eufrate al confine con l’Iraq. Il presidente turco Erdogan si oppone fortemente all’ipotesi che queste possano controllare un territorio così vasto al confine con la Turchia.

“Fonte di pace” si è conclusa il 22 ottobre 2019. In realtà, a seguito di una settimana di combattimenti e numerose vittime, gli Stati Uniti avevano finalizzato un accordo con la Turchia per un cessate il fuoco temporaneo già il 17 ottobre 2019. Tuttavia, i combattimenti sono continuati anche successivamente in alcune città, fino a quando, il 22 ottobre 2019, Erdogan ed il suo omologo russo Putin hanno raggiunto un’intesa a Sochi, nel Sud della Russia. Le due parti hanno concordato sulla necessità di respingere le forze curde dalla “safe zone” al confine tra Siria e Turchia, per una distanza pari a circa 30 km.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.