Sierra Leone: fuoco sui manifestanti, almeno 4 morti

Pubblicato il 20 luglio 2020 alle 19:03 in Africa Sierra Leone

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Almeno 4 persone, tra cui un adolescente, sono state uccise in Sierra Leone dopo che la polizia e i soldati hanno aperto il fuoco contro un gruppo di manifestanti che protestava nella città di Makeni, nel Nord del Paese.

In centinaia sono scesi in strada, tra sabato 18 e domenica 19 luglio, per cercare di bloccare lo spostamento di un generatore di corrente verso un’altra città, temendo che ciò potesse mettere a repentaglio la fornitura di energia elettrica nell’area. Quando i manifestanti hanno iniziato a lanciare pietre, le autorità hanno aperto il fuoco, secondo quanto affermato da alcuni testimoni. “Hanno iniziato sparando verso il cielo e le persone sono corse via. Quando però i manifestanti sono tornati e hanno ripreso a lanciare pietre, le forze di sicurezza hanno cominciato a sparare contro le persone”, ha dichiarato Matthew Kanu, capo dipartimento dell’Università di Makeni.

Né il portavoce della polizia né quello dell’esercito hanno risposto alle richieste di commento.

In una dichiarazione rilasciata domenica 19 luglio, il governo ha ammesso di essere a conoscenza di una “potenziale perdita di vite umane”, ma non ha fornito ulteriori dettagli. Tuttavia, poco prima aveva precisato che qualsiasi tentativo di minare la pace pubblica avrebbe incontrato “la piena forza della legge”.

La vittima più giovane è uno studente di 15 anni, morto poco dopo essere arrivato all’ospedale principale di Makeni. È quanto ha reso noto il sovrintendente medico della città, Mohamed Sheku, sottolineando che altre 10 persone sono attualmente ricoverate in ospedale con ferite da arma da fuoco, quattro delle quali in condizioni critiche da sabato sera.

“È stato un caos completo. Avevamo paura che se fossimo usciti saremmo stati sorpresi dal fuoco degli agenti”, ha rivelato Sheku all’agenzia di stampa Reuters. “Molti membri del personale ospedaliero non sono venuti a lavoro per paura che le tensioni si possano nuovamente riaccendere per le strade”, ha aggiunto.

Le capacità energetiche della Sierra Leone sono molto inferiori alle reali esigenze dei suoi 7 milioni di cittadini. I blackout prolungati sono comuni anche nella capitale e nelle aree urbane e la questione è spesso fonte di frustrazione per la popolazione.

Il Paese dell’Africa occidentale, ex colonia britannica, è stato protagonista di una sanguinosa guerra civile, dal 1991 al 2002, che ha causato la morte di almeno 50.000 persone. Nonostante negli ultimi anni l’economia locale sia cresciuta, la Sierra Leone continua a risentire dei danni del lungo conflitto civile. Le vaste risorse minerarie di cui dispone il Paese, soprattutto diamanti, hanno sollecitato la diffusione del traffico di pietre preziose. Tali attività illegali contribuiscono ad alimentare l’instabilità della Sierra Leone, la quale è spesso soggetta a catastrofi naturali.

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Chiara Gentili

di Redazione

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