Nigeria: 23 soldati uccisi da banditi locali

Pubblicato il 20 luglio 2020 alle 12:41 in Africa Nigeria

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Almeno 23 soldati nigeriani sono stati uccisi in seguito a un’imboscata tesa da una banda di cosiddetti “banditi” in un remoto villaggio nel Nord-Ovest del Paese. È quanto hanno riferito fonti di sicurezza locali, domenica 19 luglio, specificando che il gruppo ha aperto il fuoco mentre le truppe si dirigevano verso un’area boscosa del distretto di Jibia, nello Stato di Katsina. “Finora, sono stati contati i corpi di 23 soldati ma molti sono ancora dispersi”, ha dichiarato una fonte militare al quotidiano al Jazeera.

Generalmente, le bande armate, definite dalle autorità nigeriane gruppi di “banditi”, sono solite rubare il bestiame e radere al suolo i villaggi, ma, di recente, gli esperti hanno avvertito che questi criminali potrebbero stringere legami più forti con le organizzazioni terroristiche della regione. I banditi provengono principalmente dall’etnia Fulani, che da tempo, per sopravvivere, fa affidamento principalmente sulla pastorizia.

Lo Stato di Katsina è uno dei più instabili del Paese. Nella giornata di sabato 18 luglio, nella stessa area dell’imboscata contro i soldati nigeriani, 5 bambini sono stati uccisi e altri 6 sono rimasti feriti a causa dell’esplosione di un ordigno che potrebbe essere stato posizionato lì dai banditi della zona, secondo quanto riferito da un portavoce della polizia.

Da Katsina, dove la stragrande maggioranza della popolazione vive in condizioni di estrema povertà, proviene anche il presidente nigeriano Muhammadu Buhari. L’esercito fa regolarmente irruzione nelle foreste dove si nascondono i gruppi armati, ma il numero di soldati è insufficiente ad affrontare la minaccia e gli abitanti del villaggio sono costretti a organizzarsi in milizie civili. I disordini nel Nord-Ovest della Nigeria hanno causato, dal 2011, circa 8.000 morti e almeno 200.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case. A maggio, l’International Crisis Group ha avvertito che le bande armate potrebbero sviluppare legami sempre più forti con il gruppo dello Stato Islamico nella Provincia dell’Africa occidentale (ISWAP).

Sebbene le incursioni dei banditi Fulani siano frequenti e sempre più pericolose, il Country Report on Terrorism 2019 del governo americano ha affermato che, in Nigeria, Boko Haram e ISWAP rappresentano la minaccia principale e i militanti jihadisti continuano a condurre numerosi attacchi contro forze governative e di sicurezza. Boko Haram, in particolare, non ha mancato di effettuare attentati anche contro la popolazione civile, mentre lo Stato Islamico dell’Africa occidentale sta provando a stringere legami più forti con le comunità locali, provvedendo a fornire una serie di limitati servizi sociali. L’obiettivo principale del gruppo sono le forze di sicurezza locali.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, la suddetta Task Force multinazionale congiunta (MNJTF)L’ISWAP, invece, è una fazione secessionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà all’ISIS. 

Nel corso di tutto il 2018, Boko Haram e ISWAP hanno condotto circa 700 attacchi sul territorio della Nigeria, usando armi di piccola taglia, ordigni improvvisati, rapimenti, imboscate, attentati suicidi. Secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto mondiale tra i 163 Paesi considerati per misurare l’impatto della minaccia terroristica globale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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