NATO: gli Stati tedeschi chiedono al Congresso americano di non ritirare le proprie truppe

Pubblicato il 20 luglio 2020 alle 9:46 in NATO

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I leader di quattro Stati tedeschi hanno fatto appello al Congresso degli Stati Uniti per bloccare i piani dell’amministrazione del presidente americano, Donald Trump, di ritirare le truppe del proprio Paese dalla Germania. È quanto si apprende, il 19 luglio, da Al Jazeera English.

Nel dettaglio, lo scorso 15 giugno, Trump ha annunciato di voler ridurre il numero di forze armate americane a Berlino di 9.500 unità, portandolo a 25.000, accusando il Paese europeo di non essere riuscito a soddisfare l’obiettivo di spesa della NATO per la difesa del Nord Atlantico, e incolpandolo di approfittarsi degli Stati Uniti nel settore del commercio.

“Stiamo proteggendo la Germania e loro sono delinquenti. Questo non ha senso”, ha affermato il presidente americano alla Casa Bianca. “Stiamo andando a portare il conteggio dei soldati a 25.000” ha poi aggiunto Trump, evidenziando che lo schieramento di truppe rappresenta “un costo enorme per gli Stati Uniti”. 

A detta del presidente di Washington, la Germania non sta rispettando il proprio impegno di spendere il 2% del Prodotto Interno Lordo (PIL) per la difesa, come era stato richiesto dall’Alleanza Atlantica, i cui membri avevano concordato di raggiungere tale soglia entro il 2024. A riguardo, Berlino ha replicato di sperare di raggiungere l’obiettivo entro il 2031.

L’appello dei leader degli Stati della Germania meridionale, tutti sede di basi americane, è rivolto a 13 membri del Congresso di Washington e include i senatori Mitt Romney e Jim Inhofe. “Vi chiediamo quindi di sostenerci, poiché ci sforziamo non di rompere il legame di amicizia, ma di rafforzarlo, e di assicurare la presenza degli Stati Uniti in Germania e in Europa in futuro”, hanno scritto i premier di Baviera, Assia, Baden-Wuerttemberg e Renania-Palatinato.

Con le loro basi, unità di combattimento, ospedali militari e altre infrastrutture chiave, le forze armate statunitensi in Germania costituiscono “la spina dorsale della presenza degli Stati Uniti in Europa e della capacità di agire della NATO”, recita inoltre la lettera vista dall’agenzia di stampa Reuters e da diversi giornali tedeschi.

Berlino ospita più truppe statunitensi di qualsiasi altro Paese in Europa, un’eredità dell’occupazione alleata dopo la Seconda Guerra Mondiale. In tal senso, l‘annuncio di Trump ha colto di sorpresa alcuni politici americani, e ha provocato una reazione bipartisan al Congresso, alla luce della preoccupazione di un indebolimento del blocco contro la Russia. Da parte sua, la Casa Bianca ha insistito che tale mossa “aumenterebbe la deterrenza russa, rafforzerebbe la NATO, e rassicurerebbe gli Alleati”.

In tale contesto, i membri di entrambe le camere del Congresso americano stanno lavorando su una legislazione che impedirebbe al presidente di iniziare il ritiro delle truppe. “Le minacce poste dalla Russia non sono diminuite, e crediamo che i segni di un indebolimento dell’impegno degli Stati Uniti nei confronti della NATO incoraggeranno ulteriori aggressioni e opportunismo russo”, ha sottolineato il rappresentante del Texas, Mac Thornberry, in una lettera a Trump, co-firmata da altri colleghi.

Il piano di ritiro delle truppe ha sollevato nuove questioni sull’impegno di Trump riguardo agli accordi di cooperazione di lunga data con i propri alleati europei, e alla stessa Alleanza militare occidentale. Tale situazione ha suscitato altresì allarme tra alcuni politici tedeschi, con il ministro degli Esteri di Berlino, Heiko Maas, il quale ha rivelato che le relazioni tra Stati Uniti e Germania sono diventate “complicate” da quando Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca.

Dal canto opposto, la notizia della riduzione del numero delle truppe statunitensi è stata accolta con favore dal partito di sinistra tedesco, che da tempo chiede il ritiro totale delle forze di Washington dalla Germania.

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Mariela Langone

di Redazione

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