Coronavirus: promettente la prima sperimentazione umana del vaccino di Oxford

Pubblicato il 20 luglio 2020 alle 18:42 in Europa UK

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Gli scienziati dell’Università di Oxford hanno annunciato che il loro vaccino sperimentale contro il Covid-19 ha dimostrato, in un primo test, di indurre una risposta immunitaria protettiva in centinaia di persone sottoposte all’iniezione.

Il vaccino, chiamato AZD1222 e sviluppato dall’azienda biofarmaceutica AstraZeneca insieme ad alcuni ricercatori dell’Università di Oxford del Regno Unito, non sembrerebbe aver provocato gravi effetti collaterali, mentre ha sviluppato anticorpi e risposte immunitarie alle cellule T, secondo i risultati dello studio pubblicato sul giornale medico Lancet, il 20 luglio.

Nella ricerca, gli scienziati hanno rivelato di aver scoperto che il loro vaccino sperimentale contro il coronavirus ha prodotto una doppia risposta immunitaria nelle persone di età compresa tra 18 e 55 anni, che è durata almeno due mesi dopo essere stati immunizzati.

“Stiamo vedendo una buona risposta immunitaria in quasi tutte le persone”, ha dichiarato il direttore del Jenner Institute presso l’Università di Oxford, il dottor Adrian Hill. “Ciò che questo vaccino fa particolarmente bene è attivare entrambe le braccia del sistema immunitario”, ha sottolineato il direttore. Inoltre, Hill ha aggiunto che vengono prodotti anche anticorpi neutralizzanti, ovvero molecole che sono la chiave per bloccare l’infezione.

Altri test più ampi sono in corso per valutare l’efficacia del vaccino, i quali coinvolgono circa 10.000 persone nel Regno Unito e diversi partecipanti in Sudafrica e Brasile. Un altro grande esperimento dovrebbe iniziare presto negli Stati Uniti, con l’obiettivo di iscrivere circa 30.000 persone.

Quanto velocemente gli scienziati saranno in grado di determinare l’incidenza del vaccino dipenderà in gran parte da quanta più trasmissione c’è, ma Hill ha stimato che potrebbero avere dati sufficienti entro la fine del 2020, in modo da decidere se quest’ultimo potrà essere adottato per campagne di vaccinazione di massa.

Stando a quanto riferito dal direttore del Jenner Institute, Oxford ha collaborato con l’azienda AstraZeneca per produrre il proprio vaccino a livello globale, e che la casa biofarmaceutica si è già impegnata per fornire due miliardi di dosi.

“C’era la speranza che se avessimo avuto un vaccino abbastanza rapidamente, avremmo potuto mettere fuori la pandemia”, ha affermato Hill, notando il continuo aumento delle infezioni a livello globale. “Penso che sarà molto difficile controllare questa pandemia senza un vaccino”, ha aggiunto il dottore. 

Astrazeneca è tra i principali candidati al vaccino contro la pandemia di Covid-19 che, secondo i dati della Johns Hopkins University, ha contagiato circa 14,5 milioni di persone nel mondo, e ha causato più di 600.000 decessi.

Tra gli altri figurano alcune iniezioni sviluppate dalla cinese Sinovac Biotech, un altro dall’azienda di Pechino di proprietà statale Sinopharm, e uno dalla statunitense biotech Moderna.

Da parte sua, Astrazeneca ha firmato accordi con i governi di tutto il mondo per fornire il vaccino se dovesse rivelarsi efficace e ottenere l’approvazione regolamentare, ma ha specificato che non cercherà di trarre profitto da questo durante la pandemia.

Il primo ministro britannico, Boris Johnson, il cui governo ha contribuito a finanziare il progetto, ha commentato i risultati come “una notizia molto positiva”.

Tuttavia, i ricercatori hanno ammonito che questo è ancora in una fase iniziale. “C’è ancora molto lavoro da fare prima di poter confermare se il nostro vaccino aiuterà a gestire la pandemia Covid-19”, ha notato lo sviluppatore di vaccini, Sarah Gilbert.

“Non sappiamo ancora quanto sia forte una risposta immunitaria che dobbiamo provocare per proteggere efficacemente contro l’infezione da SARS-Cov-2”, ha ribadito Gilbert, aggiungendo che i ricercatori hanno ancora bisogno di saperne di più sul coronavirus e di continuare gli studi già iniziati in fase avanzata.

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Mariela Langone

di Redazione

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