Armenia: Pashinyan propone controllo internazionale del cessate il fuoco con l’Azerbaigian

Pubblicato il 20 luglio 2020 alle 9:37 in Armenia Azerbaigian

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Armenia chiede la creazione di un sistema di monitoraggio internazionale per mantenere il cessate il fuoco con l’Azerbaigian. Lo ha affermato il primo ministro Nikol Pashinyan durante un incontro con i militari al Ministero della Difesa a Erevan.

“Dobbiamo finalmente uscire dal circolo vizioso di dichiarazioni sulle violazioni del cessate il fuoco e reazione, deve essere creato un sistema internazionale di monitoraggio affidabile dell’osservanza del cessate il fuoco. Il processo di negoziazione all’interno del Gruppo Minsk dell’OSCE deve continuare e l’Azerbaigian deve infine assumere una posizione costruttiva” – ha osservato Pashinyan, che ha aggiunto che a suo avviso l’Azerbaigian rappresenta una minaccia non solo per l’Armenia, ma anche per la sicurezza globale.

“In questi giorni, è diventato ovvio che l’Azerbaigian è una minaccia non solo per l’Armenia, ma anche per la sicurezza globale. Un rappresentante ufficiale dell’Azerbaigian ha annunciato che il loro paese potrebbe lanciare un attacco missilistico contro la centrale nucleare di Metsamor. Questa affermazione dovrebbe essere interpretata come un crimine contro l’umanità. Tale azione,  questa minaccia di un atto terroristico contro l’umanità, deve essere adeguatamente valutata e investigata da strutture internazionali” – ha affermato Pashinyan.

Allo stesso tempo, il capo del governo armeno ha notato che le forze armate armene sono in grado di garantire la sicurezza dell’intero paese e della stessa centrale nucleare.

In precedenza, il rappresentante ufficiale del Ministero della Difesa armeno Artsrun Hovhannisyan ha osservato che gli attacchi agli obiettivi civili in Armenia durante il periodo di escalation, iniziato il 12 luglio, dovrebbero essere interpretati come crimini di guerra.

A sua volta, il rappresentante ufficiale del ministero della Difesa azero, Vagif Dargahli, aveva dichiarato sabato che le forze armate armene nascondono intenzionalmente i loro punti di fuoco vicino o dietro oggetti civili. Allo stesso tempo, Dargahli ha sottolineato che “l’esercito azero stava colpendo solo gli obiettivi militari del nemico”. Secondo lui, “i punti di fuoco delle unità delle forze armate dell’Armenia, che hanno deliberatamente attaccato i villaggi azeri, i civili e le infrastrutture civili, sono stati repressi dal fuoco preciso” delle unità delle forze armate azere.

Gli scontri al confine tra i due Paesi sono iniziati il 12 luglio scorso nella regione di Tavush, nel nord delle due repubbliche. L’Azerbaigian ha denunciato un tentativo da parte delle forze armate armene di attaccare le posizioni dell’esercito della repubblica usando l’artiglieria, mentre a Erevan hanno attribuito l’escalation a un tentativo di sfondamento da parte dell’Azerbaigian nella postazione di confine di Avnakh. Baku riporta la morte di 12 soldati dell’esercito azero. Erevan ha annunciato la morte di quattro militari e il ferimento di altri dieci. Da sabato mattina, Baku e Erevan riferiscono che la situazione al confine è relativamente calma, sebbene l’Armenia abbia denunciato spari con lanciagranate di tipo AGS-17 nella notte tra il 19 e il 20 luglio

Il conflitto tra l’Azerbaigian e l’Armenia per il Nagorno-Karabakh iniziò nel febbraio 1988, quando la Regione autonoma del Nagorno-Karabakh, a maggioranza armena, annunciò la sua secessione dalla Repubblica Socialista Sovietica dell’Azerbaigian. Nel corso del conflitto armato del 1992-1994, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette dipartimenti adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nell’ambito del gruppo OSCE di Minsk, presieduto da Russia, Stati Uniti e Francia. La regione di Tavush dove si sono svolti gli scontri nell’ultima settimana si trova a circa 160 Km a nord della regione contesa.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.