Iraq e Iran: riprendono le visite di alto livello

Pubblicato il 19 luglio 2020 alle 18:34 in Iran Iraq

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Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, si è recato in visita ufficiale in Iraq il 19 luglio, dove ha già incontrato il suo omologo iracheno, Fuad Hussein, e avrà anche modo di parlare con il presidente, Barham Salih, il presidente del parlamento, Salim al-Jabouri e il primo ministro, Mustafa al-Kadhimi. Tra i temi in agenda ci saranno la sicurezza regionale, i rapporti tra i due Paesi e i legami economici, la visita avrà lo scopo di preparare l’arrivo di al-Kadhimi in Iraq, previsto per la prossima settimana.

Zarif e Hussein hanno discusso delle relazioni bilaterali tra Teheran e Baghdad e degli sviluppi regionali, concordando sulla necessità di un Iraq forte per il bene dell’intera area geografica e hanno reiterato il sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale irachene.  L’incontro ha segnato il primo viaggio di un rappresentante del governo di Teheran a Baghdad dall’omicidio del generale a capo della Quds Force iraniana, Qassem Soleimani, il 3 gennaio scorso, avvenuto durante un bombardamento aereo contro l’aeroporto della capitale irachena, ad opera degli Stati Uniti. Durante la visita, Zarif ha visitato il memoriale di Soleimani e ha definito il suo assassinio un atto criminale, risultato in una grave perdita per l’Iran e l’intera regione, che ha compromesso gli sforzi internazionali nella lotta al terrorismo e allo Stato Islamico. Lo scorso 29 giugno, Teheran aveva emesso un mandato d’arresto nei confronti dello stesso presidente americano, Donald Trump, colpevole di aver ordinato l’uccisione di Soleimani

Secondo Al-Jazeera English, negli ultimi mesi le relazioni tra Iran e Iraq sono state turbolente e, per questo, la visita di Zarif sarà un primo passo per ricalibrare i legami bilaterali e tutelare gli interessi economici, politici e di sicurezza iraniani in Iraq. Il premier al-Kadhimi ha più volte reiterato l’importanza della sovranità irachena e si è schierato contro alcuni gruppi armati presenti nel proprio Paese e legati all’Iran, tra cui quello libanese di Hezbollah.  Il 20 luglio, il primo ministro iracheno avvierà una serie di visite di Stato con le quali si recherà in Arabia Saudita, in Iran e negli Stati Uniti e, per questo, Teheran sta cercando di capire come Kadhimi abbia intenzione di bilanciare le relazioni tra Washington, Riad e Teheran e come intenda affrontare gli sconfinamenti delle milizie iraniane nel proprio Paese.

Secondo The Arab Weekly, l’Iran vorrebbe che al-Kadhimi si recasse dapprima a Teheran e poi in Arabia Saudita, per assicurarsi un trattamento preferenziale dal punto di vista economico, in cui le relazioni sono già favorevoli per l’Iran ma hanno subito danni e rallentamenti a causa della diffusione dell’epidemia di coronavirus. Teheran teme che la propensione verso l’occidente del premier iracheno possa essere dannosa, tuttavia, non per questo Teheran smetterà di fare pressioni sull’Iraq, opponendosi al suo legame militare con gli USA.

In risposta all’attacco americano contro Soleimani, l’8 gennaio scorso , le milizie iraniane avevano attaccato due basi americane situate nelle regioni irachene di Erbil e al-Anbar con una serie di missili, e, sebbene non avessero provocato vittime avevano causato danni cerebrali a molti tra i soldati americani in loco, sconfinando tra l’altro nel Paese vicino. Tuttora, l’Iran è accusato dagli USA di essere coinvolto nei ripetuti attacchi alle truppe internazionali anti-ISIS di stanza in Iraq e ai presidi americani nel Paese. L’Iraq è stato teatro delle ultime tensioni tra Washington e Teheran dal punto di vista militare e ha più volte lamentato l’azione di entrambi all’interno dei propri confini.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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