La Francia riceve la scatola nera dell’aereo ucraino abbattuto in Iran

Pubblicato il 18 luglio 2020 alle 19:41 in Francia Iran

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Il vice ministro degli Esteri iraniano, Mohsen Baharvand, ha dichiarato il 18 luglio che l’Iran ha consegnato alla Francia la scatola nera dell’aereo ucraino abbattuto erroneamente l’8 gennaio scorso, nel quale avevano perso la vita tutte le 176 persone a bordo. L’oggetto è stato trasportato dall’autorità dell’aviazione civile e da un giudice.

Baharvand ha confermato che le autorità francesi inizieranno le indagini sulla scatola nera da lunedì 20 luglio e ha elogiato il governo di Parigi per aver dimostrato un’ottima cooperazione con la delegazione iraniana. In particolare, sarà l’agenzia governativa nota come Bureau d’Enquêtes et d’Analyses pour la sécurité de l’aviation civile (BEA), la quale ha fama mondiale per l’analisi dei dati aerei, ad incaricarsi delle indagini.

Il volo del Boeing 737 era partito da Teheran ed era diretto a Kiev, ma era stato abbattuto pochi minuti dopo il suo decollo da un missile della Quds Force, una tra le forze armate speciali di Teheran. L’aereo trasportava 82 iraniani, 63 canadesi, 11 ucraini, 10 svedesi, 4 afgani, 3 tedeschi e 3 inglesi.

Nonostante in un primo momento Teheran avesse negato qualsiasi responsabilità, l’11 gennaio scorso aveva poi confermato che si era trattato di un “errore umano”, specificando che le forze iraniane avevano scambiato il volo 752 per un “obiettivo nemico”. L’esercito, nello specificare la non intenzionalità dell’accaduto, si è poi scusato, affermando che avrebbe provveduto ad aggiornare i propri sistemi per evitare ulteriori tragedie simili in futuro.  Anche il capo di Stato iraniano, Hassan Rouhani, aveva espresso il rammarico del proprio Paese di fronte al “disastroso errore”, definito altresì “imperdonabile”.

L’abbattimento dell’aereo ucraino aveva creato uno stallo  internazionale che aveva da subito coinvolto prima fra tutti l’Ucraina, ma anche il Canada, data la presenza a bordo di 63 suoi cittadini. I servizi di sicurezza di Ottawa avevano avviato un’indagine in merito e il primo ministro canadese, Justin Trudeau, già dal 9 gennaio aveva dichiarato che diverse fonti della propria intelligence avevano confermato la responsabilità iraniana dei fatti.

L’incidente è avvenuto in un contesto di accese tensioni, tra Washington e Teheran e quindi di massima allerta e prontezza delle forze iraniane. Nella stessa giornata dell’8 gennaio, le milizie di Teheran avevano attaccato due basi americane situate nelle regioni irachene di Erbil e al-Anbar con una serie di missili, per rivendicare la morte del generale della Quds Force, Qassem Soleimani, avvenuta il 3 gennaio scorso, a seguito di un attacco aereo ordinato dagli Stati Uniti contro l’aeroporto di Baghdad.

Lo scorso 29 giugno, Teheran ha poi emesso un mandato d’arresto nei confronti dello stesso presidente americano, Donald Trump, colpevole di aver ordinato l’uccisione di Soleimani. Tutt’ora, l’Iran è invece accusato dagli USA di essere coinvolto nei ripetuti attacchi alle truppe internazionali anti-ISIS di stanza in Iraq e ai presidi americani nel Paese. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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