Iran: Rouhani annuncia 25 milioni di positivi al coronavirus

Pubblicato il 18 luglio 2020 alle 11:01 in Iran Medio Oriente

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Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha affermato il 18 luglio che sono stati 25 milioni gli iraniani che hanno contratto il coronavirus e altri 35 rischiano di essere infettati, su una popolazione totale di circa 81 milioni di persone.

Durante l’annuncio, fatto a mezzo televisivo, il presidente iraniano ha fornito una stima basata su una relazione del Ministero della Salute che, tuttavia, è risultata essere lontana dal conteggio di 269.440 infezioni totali, finora fornito come dato ufficiale. Tuttavia, durante il suo intervento, Rouhani non ha commentato la discrepanza numerica tra i valori forniti.

L’Iran è stato il Paese più colpito del Medio Oriente e, a fronte degli appena annunciati 25 milioni di infezioni, i decessi sono stati 13.791 mentre i ricoveri ospedalieri circa 200.000.  Teheran ha confermato il primo caso di coronavirus nel Paese lo scorso 19 febbraio nella città e meta di pellegrinaggio religioso di Qom, da allora la curva dei contagi ha continuato a crescere.

Al momento, l’Iran sta affrontando la seconda ondata dell’epidemia, ripartita all’inizio del mese di giugno e che ha aggravato notevolmente la già precaria situazione degli ospedali del Paese. Il settore sanitario sta affrontando una grave carenza di personale medico, di posti letto in terapia intensiva e negli altri reparti ospedalieri.  Lo scorso 15 luglio, il portavoce del Ministero della Sanità, Sima Sadat Lari, ha riportato che 5.000 medici e infermieri sono stati infettati dal virus e 140 sono deceduti, aggravando ulteriormente la situazione.

La crisi sanitaria si è unita ed ha contribuito a quella economica e, insieme, hanno condotto molti manifestanti a protestare contro il governo di Rouhani. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha previsto che l’Iran avrà una contrazione economica del 6% nel 2020, la quale si sommerà a quella del 7,6% del 2019. Oltre alla crisi derivante dal coronavirus, l’economia iraniana è sottoposta a numerose difficoltà, prime fra tutte le sanzioni imposte dall’amministrazione del presidente americano, Donald Trump, su vari settori, tra cui quello petrolifero, sin dal ritiro degli Stati Uniti dal Piano d’Azione congiunto globale (JCPOA), anche noto come Accordo sul nucleare iraniano, l’8 maggio 2018.

Secondo i dati riportati dalla Johns Hopkins University, l’Iran sarebbe il decimo Paese al mondo per numero di contagi dopo USA, Brasile, India, Russia, Perù, Sud Africa, Messico, Cile e Regno Unito. Tuttavia, se le stime annunciate da Rouhani fossero confermate, Teheran salirebbe in testa alla classifica, superando i 3 milioni e 647.715 contagi di Washington. Al momento, a livello globale, sono 14.109.173 le persone che hanno contratto il coronavirus e 602.711 i decessi legati alla malattia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha affermato che nelle ultime 24 ore è stato raggiunto il record di 237.743 nuovi casi in un giorno, aggiungendo che la cifra reale potrebbe essere molto più alta.

Il coronavirus si è originato in Cina dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019, da allora si è diffuso a livello globale, spingendo, il 30 gennaio scorso, l’OMS ha dichiararlo un’emergenza mondiale e poi una pandemia, l’11 marzo successivo. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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