Hong Kong: arrestato un candidato anti-Pechino al Consiglio Legislativo

Pubblicato il 18 luglio 2020 alle 15:33 in Cina Hong Kong

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La polizia di Hong Kong ha arrestato un politico pro-democrazia, Tam Tak-chi, che intendeva candidarsi alle elezioni di settembre, con l’accusa di incitamento a partecipare a un’assemblea illegale.

Tam, 47 anni, vicepresidente del People Power Party ed ex conduttore radiofonico, ha vinto le primarie non ufficiali organizzate dall’opposizione l’11 e 12 luglio per selezionare i candidati per le elezioni del Consiglio legislativo di Hong Kong, attese per il 6 settembre.

Il 13 luglio, la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, ha già dichiarato che il meccanismo delle primarie non è previsto dalla legge elettorale e che tale consultazione ha violato le misure per il contenimento del coronavirus e la privacy dei cittadini. Per tali ragioni, il governo della città ha avviato un’indagine e, se necessario, adotterà le azioni necessarie a punire i responsabili. L’Ufficio di collegamento di Hong Kong, che connette il governo di Pechino all’isola, ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa del governo di Lam, condannato l’illegittimità delle primarie e ribadito che potrebbero essere considerate un atto sovversivo. 

A detta della governatrice, l’obiettivo delle primarie è stato quello di scegliere candidati che possano garantire all’opposizione di ottenere oltre 35 seggi dei 70 presenti nel Consiglio Legislativo della città, per opporsi e resistere ad ogni politica e iniziativa della maggioranza. Di conseguenza, le primarie potrebbero essere considerate un tentativo di sovversione contro l’autorità statale, considerata un crimine dalla nuova legge per la sicurezza nazionale. Tuttavia, Tam Tak-chi ha dichiarato che le sue accuse non fanno riferimento a tale normativa. La polizia ha affermato che l’accusa contro il candidato si riferiva a fatti accaduti a gennaio, quando l’uomo aveva imprecato contro la polizia e gridato “Liberate Hong Kong! La rivoluzione dei nostri tempi!”, uno slogan che il governo ha dichiarato illegale all’inizio di questo mese sulla base alla nuova legge sulla sicurezza nazionale. Questa, tuttavia, non è retroattiva.

Lo scorso 30 giugno, il Comitato permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo (ANP), l’organo che detiene il potere legislativo della Repubblica Popolare Cinese (RPC), ha approvato la “Legge della regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese per la salvaguardia della sicurezza nazionale”, entrata in vigore dalla mezzanotte del successivo primo luglio. Con tale legge sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e atti di terrorismo, ed è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale che prevede l’impiego di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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