Il governo di Cipro ratifica l’accordo sul gasdotto EastMed

Pubblicato il 18 luglio 2020 alle 7:09 in Cipro Europa

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La Camera dei rappresentanti di Cipro ha ratificato, il 17 luglio, l’accordo sul gasdotto Eastmed, grazie al voto favorevole di 47 legislatori e 2 astensioni.

Questo prevede la costruzione di un sistema di gasdotti per il trasporto di gas naturale dal Mediterraneo orientale per l’approvvigionamento dei mercati europei, e disciplina questioni quali la giurisdizione marittima, le questioni ambientali e di sicurezza e istituisce un gruppo di lavoro congiunto tra i Paesi interessati, ovvero Grecia, Cipro e Israele in primis. In secondo piano figura altresì l’Italia, la quale, nonostante non risulti tra i firmatari dell’accordo, sostiene il progetto. 

L’intesa intergovernativa per la realizzazione di tale opera è stata firmata lo scorso 2 gennaio ad Atene tra il ministro greco dell’Ambiente e dell’Energia, Kostis Hadzidakis, e i propri omologhi di Cipro, Yiorgos Lakkotrypis, e di Israele, Yuval Steiniz. In tale occasione erano altresì presenti i primi ministri di Grecia e Israele, Kyriakos Mitsotakis e Benjamin Netanyahu, e il presidente cipriota, Nicos Anastasiades.

Nello specifico, il gasdotto Eastmed si estenderà per circa 1.900 chilometri sott’acqua, e costituirà un collegamento diretto tra Israele ed Europa. Secondo alcuni esperti, tale opera rappresenterà una fonte di energia alternativa per l’Europa, attualmente dipendente in larga misura dalla Russia e dalla regione caucasica. Stando al progetto presentato, Eastmed partirà dalle riserve di gas naturale israeliane del bacino del Mar di Levante, presso il giacimento del Leviatano, per poi dirigersi verso Cipro, presso il Giacimento di Afrodite, Creta per poi terminare in Grecia. Successivamente, da Atene il gas giungerà in Italia attraverso un altro gasdotto. Tale progetto, secondo le stime, ha un valore di circa 6 miliardi di euro e, nel giro di 7 anni, soddisferà il 10% del fabbisogno di gas naturale dell’Unione Europea. 

In tale quadro, Lakkotrypis ha dichiarato che sebbene l’Italia non abbia ancora firmato l’accordo sulla costruzione del gasdotto, nel documento è presente una clausola che consente a Roma di aderire al progetto in qualsiasi momento.  

In aggiunta, il ministro cipriota ha riferito che il proprio governo sta per dare in affidamento la conduzione di quattro studi, dal valore di 35 milioni di euro e finanziati dalla Commissione Europea, ritenuti necessari per l’avvio dei lavori. In particolare, uno di questi riguarda i rilevamenti subacquei, mentre il resto è dedicato a progetti infrastrutturali. Per il resto, i tre Stati coinvolti cercheranno quanto prima di trovare i finanziatori del piano, necessari per la sua messa a punto. 

Stando a quanto riportato da The Associated Press, la costruzione del gasdotto EastMed ha portato con sé tensioni a livello politico tra Grecia e Cipro da un lato e Turchia dall’altro. Tali contrasti risultano collegati alla disputa territoriale tra Ankara e Nicosia in merito alla sovranità sulle acque a largo di Cipro, ricche di gas naturale, dove la Turchia conduce operazioni di trivellazione, ritenute illegittime, dal 3 maggio 2019. Le trivellazioni condotte da Ankara a largo delle coste di Nicosia sono state oggetto di numerose contestazioni da parte della comunità internazionale, soprattutto dopo che, lo scorso 27 novembre, la Turchia ha firmato un accordo con la Libia in merito alla definizione dei confini marittimi. 

Parallelamente, la costruzione del gasdotto EastMed aveva fatto emergere diverse preoccupazioni anche per l’Egitto, che da tempo sogna di diventare un polo regionale per il commercio e l’esportazione di gas naturale verso l’Europa. Tuttavia, lo scorso 23 gennaio, un membro del Consiglio mondiale dell’energia, Maher Aziz, aveva dichiarato che l’opera non avrà alcun impatto negativo sul Cairo, il quale continuerà a svolgere un ruolo centrale per il commercio di energia nella regione. Inoltre, aveva aggiunto Maher, non è da escludere l’ipotesi di un accordo con cui si possa creare un ulteriore collegamento tra l’Egitto ed il nuovo gasdotto. 

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Mariela Langone

di Redazione

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