Vertice europeo: scontro Conte-Rutte

Pubblicato il 17 luglio 2020 alle 21:20 in Italia Paesi Bassi

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Il premier italiano, Giuseppe Conte, ha affermato da Bruxelles, a margine della riunione plenaria del Consiglio europeo, che la proposta del primo ministro olandese, Mark Rutte, sulla governance del Recovery Fund è “inconcepibile con i trattati e impraticabile sul piano politico”.

Il confronto tra Roma e Amsterdam si incentra sulla possibilità di porre il diritto di veto sui piani di riforma dei singoli Paesi che, secondo Rutte, dovrebbero essere approvati all’unanimità prima di consentire l’accesso ai fondi dell’Unione. Per i Paesi Bassi e, in generale, per il fronte dei cosiddetti “Stati frugali” del Nord Europa, l’obiettivo prioritario è quello di fare in modo che i prestiti o le sovvenzioni concessi dall’UE siano soggetti a condizioni tali da garantire che Paesi fortemente indebitati, come la Spagna e l’Italia, attuino le riforme sotto il controllo del Consiglio.

In questo modo, verrebbe indebolito il ruolo della Commissione e aumenterebbe il potere dei singoli Paesi, con la possibilità che anche un solo Stato possa lamentare la gestione dei fondi da parte di un altro membro dell’Unione. Conte, invece, così come il premier spagnolo Pedro Sanchez, opta per un ritorno alla proposta della presidente della Commissione europea, Ursula vor der Leyen, che preferisce delegare l’intera gestione nelle mani dell’esecutivo.

Secondo quanto si apprende dal quotidiano olandese NL Times, il primo ministro Rutte ha ribadito, al suo arrivo a Bruxelles, che acconsentirà alla concessione di sussidi a Paesi come l’Italia o la Spagna, solo se questi si impegneranno a riformare le loro economie. Prestiti e sovvenzioni con una forte condizionalità, dunque, secondo i piani di Amsterdam.

Rutte, pertanto, agli occhi della stampa, non sembra ottimista sul fatto che, entro il fine settimana, il Consiglio dei 27 Stati membri riesca a raggiungere un accordo. “I deboli compromessi non aiutano nessuno”, ha dichiarato il premier. “Stimo le possibilità di raggiungere un’intesa nei prossimi due giorni a meno del 50%”, ha aggiunto, specificando: “Il contenuto è in definitiva più importante della velocità”.

Con riferimento all’Italia, il primo ministro olandese ha ammesso di comprendere che la penisola è stata duramente colpita dalla pandemia di coronavirus e che ha bisogno di aiuto. Tuttavia, “il Paese deve anche imparare a stare in piedi sulle proprie gambe”, ha precisato. L’aiuto dell’Europa, ha reso ben chiaro Rutte, deve essere necessariamente condizionato all’introduzione di riforme, perché “l’Italia deve rendersi resiliente alle crisi future”.

Con questi presupporti, non sarà facile giungere a un accordo in tempi brevi e, già dalla mattinata del 17 luglio, le discussioni dei leader europei sono sembrate bloccate. I Paesi dell’UE devono far fronte a quella che è stata definita la peggiore recessione economica della storia europea e, a tal fine, gli Stati membri si stanno riunendo per approvare un pacchetto di stimoli da 750 miliardi di euro. “Le differenze sono ancora molto, molto profonde, dunque non posso prevedere se raggiungeremo un risultato questa volta”, ha rivelato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, al suo arrivo al summit europeo. Dei 750 miliardi, 500 sarebbero a fondo perduto, da stanziare direttamente agli Stati membri, 250, invece, avrebbero la forma di prestiti. All’Italia, sarebbe destinata la fetta più grossa del fondo, ovvero circa 172 miliardi.Oltre al Recovery Fund, il negoziato riguarda anche il prossimo bilancio UE 2021-2027. Nella proposta messa sul tavolo dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, si prevede un budget da 1.074 miliardi. 

In tale clima, i negoziati saranno ancora più critici e complicati poiché, in primo luogo, è coinvolta una somma senza precedenti e, in secondo, i vari capi di Stato dovranno altresì accordarsi sul fondo per la ripresa, su cui ogni Paese sta cercando di bilanciare, da un lato, le concessioni, e dall’altro, i benefici. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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