Iraq e Francia discutono di ISIS, economia e coronavirus

Pubblicato il 17 luglio 2020 alle 12:14 in Francia Iraq

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Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, si è recato in visita ufficiale in Iraq, il 16 luglio, dove ha incontrato il capo di Stato iracheno, Barham Salih, per discutere di alcune questioni di mutuo interesse.

Da parte sua, il presidente iracheno ha riferito che il proprio Paese è alla ricerca di un sostegno internazionale che freni le operazioni militari turche sul suolo iracheno, condotte per contrastare la presenza curda, ma che minano la sovranità e l’integrità territoriale dell’Iraq. A tal proposito, Salih ha richiesto la creazione di un sistema regionale che garantisca pace, sicurezza e prosperità per i popoli del Medio Oriente. “La soluzione ai problemi alle frontiere è la cooperazione tra i due Paesi vicini evitando misure unilaterali”, ha spiegato il capo di Stato iracheno riferendosi a possibili negoziazioni tra Ankara e Baghdad.

Salih ha poi espresso il proprio apprezzamento per il sostegno offerto da Parigi nella lotta allo Stato Islamico, fornito nella cornice della coalizione anti-ISIS a guida statunitense, e per il contributo delle società francesi nelle operazioni di ricostruzione delle città liberate. A tal proposito, sono stati messi in luce i legami di cooperazione strategica tra Parigi e Baghdad e la necessità di proseguire sulla strada del coordinamento e della cooperazione a livello sia regionale sia internazionale, con il fine ultimo di debellare la minaccia terroristica.

Le Drian, dal canto suo, ha ribadito il sostegno francese agli sforzi iracheni volti a proteggere la sua sovranità, garantire stabilità e realizzare le aspirazioni della propria popolazione. “La missione della coalizione è rispettare la sovranità irachena” ha affermato Le Drian, sottolineando altresì che l’Iraq dovrebbe allontanarsi dalle tensioni regionali vicine. Il ministro francese ha poi incontrato il suo omologo iracheno, Fouad Hussein. Quest’ultimo ha riferito che il meeting ha preso in esame il ruolo delle compagnie francesi, le relazioni militari e in materia di sicurezza e la questione dei 14 prigionieri francesi, detenuti in Iraq a causa di presunti legami con l’ISIS.

A detta del Ministero degli Esteri francese, Parigi ha stanziato circa un miliardo di euro per realizzare progetti, perlopiù infrastrutturali, in Iraq nei settori dei trasporti, dell’energia e delle risorse idriche. Parallelamente, il 16 luglio, il governo francese si è altresì impegnato a destinare circa 300.000 euro per sostenere Baghdad nella lotta alla pandemia di Covid-19, in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP). I fondi verranno utilizzati per l’acquisto di ventilatori, apparecchi salvavita e altri dispositivi per il Bassora Teaching Hospital, così come per la costruzione di strutture volte all’isolamento dei pazienti infetti e per potenziare le capacità del personale medico. Altre città che beneficeranno dei fondi francesi saranno Anbar, Babel, Dhi Qar, Diyala, Dohuk, Karbala, Kirkuk, Missan, Najaf, Ninewa e Salah Al-Din. In totale, dal 2015, Parigi ha destinato all’UNDP in Iraq 7.8 milioni di dollari.

La visita del 16 luglio è stata la prima per Le Drian al di fuori dell’Unione Europea, a seguito dello scoppio della pandemia di Covid-19, ed egli è il primo ministro a recarsi in Iraq dopo l’elezione del premier Mustafa al-Kadhimi. Le relazioni tra Parigi e Baghdad si sono rafforzate soprattutto in relazione alla lotta allo Stato Islamico. La Francia è anch’essa membro della coalizione internazionale anti-ISIS, guidata dagli Stati Uniti, la cui missione è supportare le forze di sicurezza irachene nella lotta al terrorismo. 

A tal proposito, il 25 marzo scorso, il maggiore generale Abdul-Karim Khalaf, portavoce del Comando generale delle forze armate irachene, ha reso noto che le truppe francesi stavano lasciando il territorio iracheno e la coalizione internazionale, sulla base di accordi stipulati con il governo di Baghdad. La decisione di ritirare le truppe francesi è giunta a seguito delle preoccupazioni derivanti dalla pandemia di coronavirus, così come dalle tensioni tra Washington e Baghdad sul suolo iracheno. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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