Colombia: Human Rights Watch denuncia violenze dei gruppi armati

Pubblicato il 17 luglio 2020 alle 6:23 in America Latina Colombia

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Diversi gruppi armati illegali che operano in Colombia hanno commesso omicidi e altri abusi contro i civili per imporre le proprie misure contro la diffusione di COVID-19 nel Paese, secondo un rapporto di Human Rights Watch (HRW).

“In varie comunità in tutta la Colombia, i gruppi armati hanno imposto con la vuolenza le proprie regole per prevenire la diffusione di COVID-19” – ha affermato nel rapporto José Miguel Vivanco, direttore delle risorse umane per le Americhe della ONG dedita alla difesa dei diritti umani.

“Questo brutale controllo sociale riflette i fallimenti storici dello stato nel creare una presenza significativa in aree remote del paese che consenta di proteggere le comunità a rischio” – si legge ancora nel testo di HRW.

Secondo per il rapporto, pubblicato a Washington, con il titolo “Colombia: le azioni brutali di gruppi armati contro COVID-19”, i gruppi armati hanno minacciato, ucciso e ha attaccato coloro che ritengono non soddisfare i loro standard di contenimento della pandemia, che includono il coprifuoco in alcune regioni che non sono sotto il pieno controllo dallo stato, restrizioni alla mobilità e controllo militare della popolazione. Tra i mezzi intimidatori utilizzati vi sono incendi di veicoli, opuscoli minatori, percosse e omicidi.

Human Rights Watch ha specificato che il rapporto è stato preparato sulla base di interviste telefoniche condotte tra marzo e giugno con 55 persone in 13 dipartimenti della Colombia.

Tra gli intervistati c’erano leader delle comunità indigene, pubblici ministeri, funzionari di organizzazioni umanitarie, polizia e residenti locali. Fonti secondarie includono pubblicazioni del Difensore Civiclo e delle organizzazioni locali per i diritti umani.

“Le nostre indagini mostrano che i gruppi armati hanno informato le popolazioni locali che stavano imponendo regole per impedire la diffusione di COVID-19 in almeno 11 dei 32 dipartimenti della Colombia. In almeno cinque di questi dipartimenti, i gruppi hanno usato il violenza per far rispettare le loro regole, e almeno altri quattro hanno minacciato di ricorrere alla violenza” – spiega l’organizzazione.

“Le misure imposte dai gruppi armati hanno ulteriormente compromesso l’accesso al cibo per le comunità che vivono in condizioni di povertà, accesso che era già limitato a causa dell’isolamento ordinato dal governo”- aggiunge il rapporto, che indica che i gruppi armati coinvolti in questi crimini includono l’Esercito di liberazione nazionale (ELN), l’ultima guerriglia attiva nel Paese, alcune formazioni dissidenti dalle ex FARC (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) e le Forze di autodifesa gaitaniste della Colombia, emerse dalla smobilitazione di gruppi paramilitari negli anni 2000.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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