Armenia e Azerbaigian minacciano obiettivi strategici

Pubblicato il 17 luglio 2020 alle 9:30 in Armenia Azerbaigian

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Sullo sfondo del conflitto di frontiera in corso da domenica 12 luglio, Azerbaigian e Armenia si sono scambiati minacciose dichiarazioni sulla possibilità di colpire le più importanti strutture infrastrutturali dei due paesi.

Il ministero della Difesa di Baku ha avvertito che in caso di attacco al bacino idrico di Mingachevir, le forze azere potrebbero colpire le centrali nucleari in Armenia. “La parte armena non dovrebbe dimenticare che i nuovi sistemi missilistici disponibili per il nostro esercito sono in grado di fornire attacchi di alta precisione nella centrale nucleare di Metsamor, che potrebbe portare a un grande disastro per l’Armenia” – ha dichiarato parlando con la stampa Vagif Dargyahly, capo del servizio stampa del dipartimento militare. Allo stesso tempo, ha sottolineato che “il rilievo dell’area su cui si trova il bacino idrico di Mingachevir, i lavori di rafforzamento effettuati in questa struttura e i moderni sistemi di difesa aerea disponibili per le forze di difesa aerea non consentiranno di colpire questo obiettivo strategico”.

Erevan ha risposto ufficialmente che considera “criminale” la dichiarazione del ministero della Difesa azero su un possibile attacco missilistico alla centrale nucleare di Metsamor. Lo ha annunciato giovedì 16 luglio durante un briefing l’ufficiale di collegamento con la stampa del dipartimento della difesa Artsrun Hovhannisyan. “Voglio sottolineare che i rappresentanti ufficiali dell’Armenia non hanno mai parlato della possibilità di attaccare le infrastrutture civili dell’Azerbaigian. Non spariamo nemmeno alle case. I nostri diplomatici e politici sono già impegnati in una dichiarazione su un possibile attacco alla cenrtale nucleare di Metsamor. Tali dichiarazioni sono criminali” – ha affermato Hovhannisyan.

Gli scontri nella parte settentrionale del confine tra i due stati sonno iniziati il 12 luglio. L’Azerbaigian ha annunciato un tentativo da parte delle Forze armate armene di attaccare le posizioni dell’esercito della repubblica usando l’artiglieria, mentre a Erevan hanno denunciato gli scontri come risultato di un tentativo di sfondamento fallito da parte dell’Azerbaigian. Baku riporta 11 soldati morti dell’esercito azero in tre giorni di scontri. Erevan ha dichiarato la morte di quattro soldati e il ferimento di altri 10. 

Dopo il fallimento della tregua stabilita a mezzanotte del 15 luglio, si intensificano le pressioni per un cessate il fuoco. Oltre alla Russia, la cui diplomazia media con gli ambasciatori di Baku e Erevan a Mosca, appelli al rispetto della tregua sul confine sono giunti dalla UE, dagli USA, dal Canada, dal Giappone e dalla Georgia, che confina con la regione attualmente al centro degli scontri.

Il conflitto tra Azerbaigian e Armenia è iniziato nel febbraio 1988 per via della regione autonoma del Nagorno-Karabach, a maggioranza armena, che ha annunciato il ritiro dalla Repubblica Socialista Sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1992-1994, l’Azerbaigian ha perso il controllo della regione e di sette dipartimenti adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati su una soluzione pacifica del conflitto nell’ambito del gruppo di Minsk dell’OSCE, co-presieduto da Russia, Stati Uniti e Francia.

Il bacino idrico di Mingachevir fu creato sul fiume Kura negli anni ’50 durante la costruzione della diga della stazione idroelettrica di Mingachevir. È un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo dell’energia elettrica e dell’agricoltura dell’Azerbaigian. Garantire la sicurezza della centrale idroelettrica di Mingachevir è una delle questioni importanti della sicurezza nazionale del Paese.

La centrale nucleare di Metsamor è l’unica del genere attualmente in funzione in Armenia. Fu commissionata nel 1979, ma i lavori si fermarono nel 1989 dopo il devastante terremoto di Spitak del 1988. Nel 1995, è stata riaperta con la partecipazione di tecnici russi, dopo di che è stata ripresa l’operazione industriale della seconda unità di potenza della stazione. La centrale nucleare genera circa un terzo di tutta l’elettricità dell’Armenia, e il costo dell’energia è molto inferiore a quella prodotta nelle centrali termoelettriche e idroelettriche.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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