Siria, Idlib: la tregua vacilla

Pubblicato il 16 luglio 2020 alle 14:12 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governatorato di Idlib, situato nel Nord-Ovest della Siria, giovedì 16 luglio, ha assistito a bombardamenti reciproci tra le forze del regime siriano, coadiuvate da Mosca, e i gruppi ribelli, appoggiati dalla Turchia.

A riferirlo, il quotidiano al-Araby al-Jadeed, sulla base delle informazioni fornite da fonti locali. In particolare, le forze aeree affiliate al presidente siriano, Bashar al-Assad, hanno colpito con artiglieria pesante la città di Sarmim, situata a 15 chilometri a Sud-Est di Idlib, mentre le forze turche stanziate nel villaggio di al-Mastuma hanno risposto bombardando le postazioni di Assad situate a Saraqib. Oltre a tali attentati reciproci, le forze del regime hanno altresì condotto attacchi aerei dalla notte tra il 15 ed il 16 luglio contro altre città e villaggi della periferia Sud di Idlib, tra cui al-Fateera, Kansafra, Sufuhon e Fleifel.

Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), tali bombardamenti hanno causato la morte di 3 combattenti ribelli, stanziati presso la sala operativa di “al-Fateh al-Mubin”, che comprende altresì membri del Fronte Nazionale per la Liberazione, appoggiato dalla Turchia. I gruppi ribelli, dal canto loro, hanno colpito con decine di missili le postazioni dell’esercito di Assad a Kafr Nabl e nelle aree rurali di Idlib. Tali episodi hanno fatto temere una nuova escalation nella regione Nord-occidentale, che, a sua volta, potrebbe provocare una nuova ondata di sfollamento.

In tale quadro, il team del Response Coordination Group ha documentato 23 violazioni della tregua in sole 24 ore, tra attacchi via terra e bombardamenti aerei, ed ha confermato lo spostamento di decine di famiglie tra i villaggi a Sud di Idlib e le aree di dislocamento. Era stata la medesima organizzazione a riferire, il 27 maggio, che, nonostante le sporadiche violazioni, l’interruzione dei combattimenti aveva concesso a più di 281.709 siriani di ritornare nelle proprie abitazioni ad Aleppo e Idlib. Tuttavia, sono 1.041.233 i cittadini costretti a sfollare da tali aree a seguito delle continue offensive ed operazioni militari condotte negli ultimi mesi.

Idlib rappresenta l’ultima roccaforte posta ancora sotto il controllo dei gruppi ribelli, i quali si oppongono al governo del presidente siriano, Bashar al-Assad. Al contempo, il governatorato è soggetto all’accordo raggiunto da Mosca e Ankara il 5 marzo scorso. In tale data, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ed il suo omologo russo, Vladimir Putin, hanno concordato un cessate il fuoco per la regione Nord-occidentale di Idlib, con il fine ultimo di facilitare il ritorno di rifugiati e sfollati siriani. La tregua è stata pressoché rispettata nel corso degli ultimi mesi, ad eccezione di sporadiche violazioni commesse perlopiù dalle forze del governo siriano e degli attacchi contro le pattuglie congiunte russo-turche sulla strada internazionale M4, che collega Aleppo e Latakia. Anche tali operazioni erano state stabilite con l’accordo del 5 marzo.

Tuttavia, il cessate il fuoco è stato accolto con scetticismo dai residenti, che hanno visto innumerevoli iniziative naufragare negli ultimi anni, e temono che presto assisteranno a nuove offensive e alla ripresa di un’escalation da inserirsi nella cornice del perdurante conflitto, scoppiato il 15 marzo 2011.

Prima della tregua del 5 marzo, Ankara aveva dato avvio all’operazione “Spring Shield”, esortando le forze di Assad, coadiuvate da Mosca, a ritirarsi dalla zona di de-escalation, nel Nord-Ovest della Siria. La nuova offensiva faceva seguito alla morte di circa 34 soldati turchi, deceduti a causa di un raid siriano a Idlib, il 27 febbraio. Si è trattato di un episodio che aveva fatto temere un ulteriore esacerbarsi delle tensioni, sebbene sia Ankara sia Mosca si fossero dette contrarie ad un conflitto diretto sul suolo siriano.

  

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione