Il Regno Unito accusa la Russia di interferenza nelle ultime elezioni

Pubblicato il 16 luglio 2020 alle 17:32 in Russia UK

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La Gran Bretagna ha reso noto, il 16 luglio, che la Russia ha cercato di interferire nelle proprie elezioni generali, tenutesi il 12 dicembre 2019, attraverso l’acquisizione illecita di documenti sensibili relativi a un accordo di libero scambio con Washington, fatti trapelare poi online.

Da parte sua, Mosca, che già in precedenza ha affrontato tali accuse negli Stati Uniti e in Francia, non ha replicato immediatamente, ma in generale ha sempre negato l’ingerenza in Paesi stranieri.

Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha affermato che un’indagine governativa ha portato alla luce ripetuti tentativi russi volti ad interferire nelle elezioni dello scorso dicembre, vinte dal partito conservatore, anche se l’obiettivo finale di tale azione non è stato ancora pubblicato.

“È quasi certo che gli attori russi abbiano cercato di interferire nelle elezioni generali del 2019 attraverso l’amplificazione online di documenti governativi illecitamente acquisiti e trapelati”, ha riportato una dichiarazione di Raab. “Documenti governativi sensibili relativi all’accordo di libero scambio tra Regno Unito e Stati Uniti sono stati acquisiti illecitamente prima delle elezioni generali del 2019 e diffusi online tramite la piattaforma di social media Reddit”, ha aggiunto il ministro.

L’indagine ha altresì rilevato che, quando tali documenti non hanno causato l’impatto auspicato, sono stati effettuati ulteriori tentativi al fine di promuovere materiale ottenuto in modo illegale on-line prima della votazione.

“Anche se non ci sono prove di una campagna russa ad ampio spettro contro le elezioni generali, qualsiasi tentativo di interferire nei nostri processi democratici è del tutto inaccettabile”, ha notato Raab. 

Interrogato sui commenti del ministro britannico, il Ministero degli Esteri russo si è rifiutato di replicare tempestivamente, ma ha annunciato di voler rilasciare una dichiarazione nel corso della giornata. 

In tale contesto, la Commissione parlamentare per l’Intelligence e la Sicurezza ha comunicato, sempre il 16 luglio, che la prossima settimana pubblicherà un rapporto, a lungo rimandato, sull’influenza russa nella politica britannica. La relazione era stata richiesta a causa delle preoccupazioni del Regno Unito in merito a tali accuse, ed è stata completata nel marzo dello scorso anno.

Pertanto, il ritardo nella sua pubblicazione è stato criticato dai legislatori dell’opposizione, i quali hanno messo in discussione le motivazioni del governo, e hanno suggerito che quest’ultimo non voleva divulgare le conclusioni del rapporto. Dal canto suo, l’esecutivo ha negato tali critiche, e ha sostenuto che le conclusioni della relazione non dovrebbero essere “esplosive”.

Le relazioni tra la Gran Bretagna e la Russia sono progressivamente deteriorate in seguito alla Guerra fredda, e in particolare quando nel 2018 Londra ha accusato Mosca di aver ucciso l’ex-ufficiale russo infiltrato, Sergei Skripal, con un agente nervino sviluppato dai sovietici sul suolo britannico, il 4 marzo di quell’anno, nonostante la Russia abbia sempre negato la propria responsabilità.

In seguito a tale vicenda, il 14 marzo 2018, l’allora primo ministro inglese, Theresa May, aveva annunciato diverse misure volte ad inviare “un messaggio chiaro” alla Russia,dopo che Mosca si era rifiutata di spiegare le circostanze in cui un agente nervino sovietico era riuscito ad arrivare nel Regno Unito, e ad essere usato contro una spia russa che lavorava per i Servizi Segreti inglesi.

Nel dettaglio, tali provvedimenti prevedevano l’espulsione di 23 diplomatici di Mosca, l’aumento dei controlli sui voli privati, sulle dogane e sulle merci del Cremlino, il congelamento dei beni dello Stato russo laddove vi siano prove che questi possano essere utilizzati per minacciare la vita o la proprietà di cittadini o residenti del Regno Unito, la sospensione di tutti i contatti bilaterali ad alto livello previsti tra Londra e Mosca, e alcuni piani per prendere in considerazione nuove leggi volte ad aumentare le difese inglesi contro “l’attività ostile dello Stato russo”.

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Mariela Langone

di Redazione

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