L’economia cinese cresce del 3,2% nel secondo trimestre

Pubblicato il 16 luglio 2020 alle 18:58 in Asia Cina

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Il PIL cinese è tornato a crescere nel secondo trimestre dell’anno, dopo aver subito un brusco rallentamento tra gennaio e marzo, rendendo quella cinese la prima grande economia mondiale ad avere una crescita positiva, dalla diffusione a livello globale del coronavirus.

Il 16 luglio, l’Ufficio nazionale di Statistica della Repubblica Popolare Cinese (RPC) ha pubblicato il report relativo ai dati economici della prima metà dell’anno, dai quali risulta una crescita del PIL pari a 456.614 miliardi di yuan, con una diminuzione dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.  Tuttavia se si considera il secondo trimestre del 2020, la RPC ha registrato una crescita del 3,2% rispetto ai mesi da aprile a giugno del 2019, un risultato positivo e un’inversione di marcia rispetto alla perdita del 6,8%  verificatasi invece nei primi tre mesi del 2020, la più bassa dagli anni Novanta.

Secondo un portavoce dell’Ufficio nazionale di Statistica, Liu Aihua, l’economia cinese avrebbe gradualmente superato i danni causati dall’epidemia di coronavirus, mostrando i segni di una stabile ripresa. Tuttavia, Liu ha anche commentato che, vista la diffusione ancora in corso del virus, il grande impatto che esso avrà sull’economia mondiale continuerà, aumentando i rischi esterni a cui sarà sottoposta quella cinese.

Nonostante i segni positivi di una ripartenza economica, le difficoltà e le pressioni da affrontare resteranno molteplici. Nei primi sei mesi dell’anno, ad esempio, il settore dell’import-export di beni ha subito un calo del 3,2% rispetto all’anno scorso ed è stato solamente dal mese di giugno che il settore è tornato ad avere una crescita, con un aumento del 4,3% nelle esportazioni e del 6,2% per le importazioni. Oltre a questo, c’è stata anche una flessione dei mercati azionari asiatici in generale e della moneta cinese, lo yuan. In aggiunta, se da un lato sono stati creati 5,64 milioni di nuovi posti di lavoro, dall’altro si ritiene che la pressione della disoccupazione in futuro continuerà a pesare come prima. Anche dal punto di vista degli investimenti immobiliari, c’è stato un aumento dell’1,9%, ma sono restati negativi i dati relativi all’edilizia e all’acquisto di terreni. Infine, c’è stato un calo nei consumi dell’11,4% rispetto al primo semestre del 2019, nonostante quelli online siano stati positivi e continuino a crescere.

Per queste e altre ragioni, sarà necessario il sostegno da parte dello Stato all’economia nazionale. Già dal mese di maggio scorso, Pechino ha messo in campo il pacchetto di aiuti finanziari più cospicuo della sua storia, per un valore di circa 1,2 trilioni di dollari.

Un’economista esperta di Cina dell’Australia and New Zealand Banking Group, Betty Wang, ha affermato che le minacce future saranno rappresentate dal possibile ritorno di una seconda ondata di contagi di coronavirus, dall’incertezza in cui versa l’economia mondiale  e dal progressivo peggioramento nelle relazioni tra Pechino e Washington.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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