Gli scontri tra clan in Iraq: un’ulteriore sfida per al-Kadhimi

Pubblicato il 16 luglio 2020 alle 10:58 in Iraq Medio Oriente

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Il primo ministro iracheno, Mustafa al-Kadhimi, oltre a mostrare il desiderio di creare le basi necessarie ad un processo elettorale giusto, ha evidenziato che lo Stato deve assumere il controllo dei trasferimenti di armi nel Paese, spesso impiegate da tribù locali.

In una dichiarazione rilasciata il 15 luglio, il premier ha riferito che presto verrà annunciata la data delle prossime elezioni, ed ha esortato tutte le parti interessate a cooperare per elaborare una legge elettorale e gettare le basi per un processo caratterizzato da giustizia e trasparenza, anche attraverso l’istituzione di un’apposita commissione. Al-Kadhimi ha poi sottolineato come la situazione che si trova a gestire è complessa, così come il governo che sta guidando. Tuttavia, l’esecutivo attuale non è da considerarsi un “governo di crisi”, bensì un ponte che possa portare l’Iraq sulla retta via.

Parallelamente, al-Kadhimi ha rivolto l’attenzione verso la questione armi, a seguito di un incontro governativo svoltosi a Bassora, il 15 luglio, durante il quale i membri del gabinetto iracheno hanno votato a favore di una legge che proibisce a qualsiasi partito o tribù di trasportare armi nel Paese, attraverso l’imposizione di rigide misure di sicurezza e militari sui porti marittimi iracheni. A tal proposito, il primo ministro ha affermato che le autorità poste al controllo delle vie di accesso nel Paese saranno periodicamente sostituite e che anche i porti di Bassora dovrebbero essere posti sotto l’autorità dello Stato e della legge, con il fine di garantire la stabilità del Paese.

Come riferito dal quotidiano al-Arab, il governo di Baghdad è consapevole dell’importanza di controllare il traffico di armi in Iraq, al fine di ripristinare il prestigio statale. Si tratta perlopiù di arsenale posseduto da clan e tribù locali e impiegato nelle lotte e dispute interne, un fenomeno a cui il governatorato di Bassora assiste da tempo. Tuttavia, secondo alcuni, le leggi già vigenti prima del 15 luglio erano sufficienti a limitare il possesso di armi allo Stato e ad autorizzare eventuali azioni del governo.

Secondo al-Arab, l’ex premier Nuri al-Maliki ha svolto un ruolo rilevante nel potenziare l’arsenale a disposizione di tribù a lui affiliate, attraverso sovvenzioni dirette agli anziani e ai notabili, o chiudendo un occhio sull’acquisto di grandi quantitativi di armi. A tal proposito, le quantità di armi detenute dalle tribù irachene sono maggiori rispetto a quelle fornite dal governo a una stazione di polizia in un villaggio di Bassora. Ora, a detta di al-Arab, al-Kadhimi, attraverso la nuova legge, cerca di acquistare la fiducia della popolazione e maggiore popolarità tra i circoli politici iracheni, affinchè possa continuare a guidare il governo, visti i crescenti tentativi di sabotarlo.

Gli scontri tra clan, specifica al-Arab, sono frequenti soprattutto nelle aree settentrionali di Bassora e continuano a causare vittime. Le faide possono scoppiare per questioni relative alla delimitazione dei confini delle aree agricole, ma anche per il passaggio di un gregge in una zona non autorizzata o la morte di una capra a causa di una scossa elettrica. Inoltre, se un membro di una tribù viene aggredito da un altro clan, quest’ultimo viene sanzionato. Tuttavia, se quanto richiesto non viene soddisfatto, si dà vita a una serie di scontri e attacchi che possono durare a lungo.

Secondo il quotidiano, al-Kazemi avrà bisogno di una grande forza alle spalle per sradicare tale fenomeno e soprattutto per costringere le tribù di Bassora a sbarazzarsi delle loro armi leggere e di medio calibro. Tuttavia, molti dubitano della presenza di una forza adeguata in Iraq.

Il mandato di al-Kadhimi, il premier più giovane dall’istituzione dello Stato iracheno, ha avuto inizio il 6 maggio scorso, data del voto di fiducia in Parlamento. La missione annunciata sin dall’inizio dal primo ministro è salvaguardare la sovranità dell’Iraq, oltre a rafforzare le leggi vigenti, limitare l’uso delle armi allo Stato ed impedire ad altri Paesi di trasformare i territori iracheni in un campo di battaglia o in una base per attaccare altri Stati. Parallelamente, al-Kadhimi si è rivolto alla situazione economica irachena e alla lotta alla pandemia di Covid-19, intensificando gli sforzi volti ad affrontare le crisi attuali e a delineare un piano di bilancio adeguato, mentre, sul fronte politico, il premier si è impegnato ad indire elezioni anticipate, con il fine di rispondere alle esigenze della popolazione irachena, scesa in piazza dal primo ottobre 2019.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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