Francia: primo ministro annuncia di rendere la lotta contro il “radicalismo islamico” una priorità

Pubblicato il 16 luglio 2020 alle 9:28 in Europa Francia

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Il nuovo primo ministro francese, Jean Castex, ha rivelato di voler essere “intransigente” nel difendere la laicità ufficiale dello Stato, promettendo di rendere “una priorità assoluta” la lotta contro “l’islamismo radicale in tutte le sue forme”.

Nello svelare la nuova politica del governo, il 15 luglio, Castex ha riferito all’Assemblea nazionale che la repubblica francese è stata “scossa alle sue fondamenta” da una “coalizione di suoi nemici, quali terroristi, teorici della cospirazione, separatisti e comunitari”.

L’obiettivo finale, secondo il neo primo ministro, è quello di approvare una nuova legge per combattere il “separatismo” in seguito alla pausa estiva, al fine di “evitare che alcuni gruppi si chiudano intorno a identità etniche o religiose”.

Parallelamente, anche il presidente francese, Emmanuel Macron, ha messo in guardia la nazione contro i “separatisti”, i quali sono subentrati ai movimenti antirazzisti, in particolare dopo le manifestazioni contro la presunta violenza della polizia e il razzismo a Parigi, nonostante il presidente non abbia specificato cosa intendesse con il termine.

Alcuni membri della minoranza musulmana francese ritengono che il laicismo ufficiale del Paese sia principalmente brandito contro di loro, anche se Macron stesso ha condannato approcci divisivi ad esso.

Castex ha altresì definito una linea dura sulla violenza nelle manifestazioni e nei piccoli crimini, affermando che alla polizia saranno fornite le risorse di cui ha bisogno, mentre i giudici locali saranno nominati per garantire che “il comportamento antisociale quotidiano” venga punito rapidamente.

Il capo della Commissione Giustizia e Libertà per tutti della Francia, Yasser Louati, ha rivelato al quotidiano Al Jazeera che l’uso del termine “separatismo” da parte del primo ministro è “pesantemente caricato e si rivolge specificamente ai musulmani, le cui recenti mobilitazioni contro il razzismo e l’islamofobia irritano il segmento dominante e conservatore della società francese”.

“L’uso recente del termine ‘separatismo ‘ da parte di Emmanuel Macron segna una nuova escalation nell’islamofobia sponsorizzata dallo Stato, in quanto perpetua la fantasia di un nemico interno allo stesso modo in cui la Francia ha fatto con gli ebrei in passato”, ha inoltre aggiunto il capo della Commissione.

Al riguardo, già in precedenza alcuni gruppi per i diritti umani avevano condannato Parigi per aver effettuato raid discriminatori e arresti domiciliari contro la popolazione musulmana, specie dopo aver dichiarato lo stato di emergenza il 13 novembre 2015, in seguito agli attacchi terroristici avvenuti nella capitale in cui hanno perso la vita 13o persone.

“Non ci sono appelli alla secessione, almeno non da parte dei musulmani. Ma se il governo interpreta le richieste di uguaglianza come richieste di separatismo, allora questo espone ulteriormente l’ipocrisia delle istituzioni francesi, le quali si avvolgono nella bandiera dei diritti umani e di una repubblica daltonica, mentre chiedono una repressione più violenta contro le minoranze”, ha ribadito Louati.

“Lo stato di emergenza che ha colpito oltre 5.000 case musulmane, imprese e luoghi di culto è diventato permanente, e temo che la fine dell’estate sarà violenta quando il governo tornerà in carica”, ha constatato l’uomo.

L’ex-primo ministro della Francia, Edouard Philippe, ha rassegnato le proprie dimissioni, il 3 luglio, insieme alla squadra di governo. Nella stessa giornata, Macron ha poi nominato Jean Castex come successore.

Nello specifico, Castex, 55 anni, è un alto funzionario e sindaco locale che ha orchestrato la strategia di uscita dal coronavirus della Francia. Il neo primo ministro proviene dal centro-destra dello spettro politico francese, e ha servito per due anni come secondo ufficiale di grado più alto nel palazzo dell’Eliseo durante la presidenza di Nicolas Sarkozy.

In tale quadro, un funzionario dell’Eliseo ha descritto Castex come un alto funzionario la cui esperienza nella politica locale aiuterà Macron a connettersi con la Francia provinciale, in quanto appartenente all’ala più interventista e socialmente orientata del centro-destra francese.

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Mariela Langone

di Redazione

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