Elezioni in Macedonia del Nord: i Socialdemocratici dichiarano la vittoria

Pubblicato il 16 luglio 2020 alle 11:28 in Balcani Macedonia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Commissione elettorale della Macedonia del Nord ha rivelato, il 16 luglio, che il Partito Socialdemocratico (SDSM) ha ottenuto il 35.8% dei voti, mentre il suo principale rivale, il partito nazionalista VMRO-DPMNE, si è fermato a poca distanza al 34,5%. Inoltre, l’Unione Democratica Albanese (DUI) per l’Integrazione si è classificata terza con l’11%, con al seguito una coalizione di due piccoli partiti etnici albanesi, la quale ha ottenuto quasi il 9% delle preferenze.

Il conteggio dei voti è stato rallentato da un attacco hacker alle piattaforme della Commissione durato diverse ore dopo la chiusura delle urne. Tuttavia, la procedura è proseguita normalmente in quanto, a detta del capo del collegio, Oliver Derkoski, il colpo non ha danneggiato il server principale.

Nonostante la Commissione non abbia ancora fornito le proiezioni ufficiali sul numero di seggi in Parlamento ottenuto da ogni partito, si ipotizza che, con tali percentuali, l’alleanza di centro-sinistra conquisterà 46 poltrone su 120, mentre l’opposizione di destra 44. Altri 16 seggi dovrebbero essere assegnati alla DUI, e 12 invece alla coalizione albanese.

“La volontà del popolo è stata confermata. Il popolo ha votato per la sicurezza e il futuro”, ha commentato con i giornalisti il leader del Partito Socialdemocratico, Zoran Zaev, altresì candidato per la posizione di primo ministro. Tuttavia, alcuni esperti hanno riferito che la marginale maggioranza del SDSM renderà difficile il processo di formazione di un nuovo governo. 

Le autorità elettorali hanno comunicato che l’affluenza alle urne è stata del 50,86%, rispetto al 66,79% delle precedenti elezioni dell’11 dicembre 2016. Nonostante questo sia stato il tasso più basso dall’indipendenza del Paese nel 1991, si è rivelato molto più alto delle stime previste, le quali hanno tenuto conto delle limitazioni dovute alla pandemia di coronavirus e al periodo, un giorno feriale di metà estate.

Più di 1,8 milioni di elettori della Macedonia del Nord erano attesi alle urne mercoledì 15 luglio, per votare alle prime elezioni generali del Paese sotto il nuovo nome.

Queste ultime dovevano tenersi il 12 aprile scorso, ma sono state posticipate a causa della pandemia di coronavirus. Nonostante l’apertura dei seggi, molti temono una bassa affluenza nella nazione, che attualmente conta 8.332 contagi confermati e 389 decessi.

A tal riguardo, le autorità macedoni hanno minimizzato i rischi per la salute in relazione ai centri elettorali, e hanno adottato misure speciali, le quali prevedono che tutti gli elettori debbano indossare la mascherina, e rimuoverla brevemente solo per l’identificazione, oltre a tenere un distanziamento di circa 2 metri da altre persone. Inoltre, i pazienti, gli anziani e gli elettori positivi al Covid-19 hanno votato dalle loro case o dagli ospedali il 13 e 14 luglio.

Più di 1.500 candidati provenienti da 15 alleanze politiche e partiti erano in lizza per un posto nell’assemblea nazionale di 120 seggi. Le urne sono state aperte dalle 7:00 alle 21:00, ora locale, due ore più del solito a causa dei protocolli sanitari, al fine di determinare i nomi e i partiti che governeranno il Paese per i prossimi quattro anni.

Si è trattato della prima volta in 29 anni di storia indipendente della Macedonia del Nord in cui le elezioni si sono svolte in un giorno feriale, con la data fissata in seguito a negoziati approfonditi tra i due principali partiti. Pertanto, in questa occasione, il 15 luglio è stato dichiarato  eccezionalmente come giorno festivo.

La campagna elettorale è stata per lo più effettuata su Internet, per evitare grandi raduni, in quanto la lotta contro il Covid-19 rappresenta ancora il punto principale sull’agenda della campagna.

Precedentemente noto come Macedonia, il Paese ha cambiato il proprio nome ufficiale in Macedonia del Nord lo scorso 11 febbraio, dopo 22 anni di disputa con la Grecia, con l’obiettivo di proseguire verso la sua integrazione euro-atlantica.

A tal proposito, i rappresentanti permanenti dei 29 Stati membri della NATO hanno firmato il protocollo di accesso con Skopje lo scorso 6 febbraio, mentre i negoziati per l’adesione all’Unione Europea sono ancora in corso. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Mariela Langone

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.