Colombia: missione ONU preoccupata per violenza contro ex FARC

Pubblicato il 16 luglio 2020 alle 6:10 in America Latina Colombia

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La Missione di verifica delle Nazioni Unite in Colombia ha dichiarato di rimanere preoccupata per la vulnerabilità a cui i membri degli ex guerriglieri e leader sociali delle FARC sono esposti a causa delle violenza da parte di gruppi armati illegali.

“L’insicurezza affrontata da ex combattenti, comunità, difensori dei diritti umani e leader sociali delle ex FARC-EP continua ad essere la nostra più grande preoccupazione e purtroppo è continuata durante la pandemia”, ha affermato il capo della missione di verifica della Nazioni Unite in Colombia, Carlos Ruiz Massieu.

Il funzionario ha presentato virtualmente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite la relazione trimestrale sui progressi nell’attuazione dell’accordo di pace in Colombia. Durante la sessione, trasmessa dall’agenzia, Massieu ha avvertito che la violenza contro gli ex membri delle FARC, vale a dire coloro che hanno accettato l’accordo finale di pace firmato a novembre 2016, e i leader sociali rimane la minaccia più grave per il consolidamento della pace in Colombia.

Inoltre, il funzionario delle Nazioni Unite ha ritenuto che “tutti gli sforzi dovrebbero ora concentrarsi sugli effetti della pandemia, sul proteggere i più vulnerabili e garantire che gli sforzi per costruire la pace continuino ad avanzare nel mezzo di questa difficile tempesta”.

A sua volta, il ministro degli Esteri colombiano, Claudia Blum, che ha anche partecipato alla presentazione virtuale del rapporto, ha osservato che 198 mandati di arresto sono stati emessi in risposta a 210 omicidi di ex combattenti avvenuti dopo la firma dell’Accordo di Pace.

“Come risultato delle indagini, è abbastanza chiaro che gli attacchi sono legati alla complessità del contesto e alla minaccia rappresentata dai gruppi armati organizzati coinvolti nel traffico di droga”, ha affermato Blum.

A tal proposito, il ministro ha puntato il dito contro i dissidenti delle FARC , i guerriglieri dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) e altri gruppi armati illegali.

“Il successo e la sostenibilità del reinserimento nella società degli ex combattenti è decisivo nel prevenire nuovi cicli di violenza”, ha sottolineato il ministro degli Esteri.

Secondo il partito Fuerza Alternativa Revolucionaria del Común, ad oggi 218 ex combattenti sono stati uccisi dalla firma dell’Accordo di pace nel 2016.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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