Bilancio UE: tensioni tra Spagna e Paesi Bassi, Costa cerca di mediare

Pubblicato il 16 luglio 2020 alle 6:32 in Paesi Bassi Portogallo Spagna

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Dopo il presidente francese Macron e il premier italiano Conte, sono stati i capi dei governi di Spagna e Portogallo, Pedro Sánchez e António Costa a volare all’Aia per negoziare con il primo ministro olandese Mark Rutte.

Entrambi hanno viaggiato a L’Aia per incontrare il leader del gruppo di paesi “frugali”, che comprende anche Danimarca, Svezia e Austria, e si oppone ad aiuti a fondo perduto per i Paesi che desiderano accedere al fondo di ricostruzione dell’Unione europea dopo la pandemia di Covid-19. Non ci sono state dichiarazioni ufficiali alla stampa, ma un commento informale di Rutte ha suscitato tensioni tra Amsterdam e Madrid.

Già nell’incontro con Costa e Sánchez erano emerse le tensioni tra le parti.  Tuttavia, alla domanda della stampa sul messaggio che Rutte ha trasmesso agli spagnoli, la risposta del premier liberale olandese è stata: “Devi trovare la soluzione ai tuoi problemi in Spagna”. Il team di Rutte, rispondendo alla sorpresa e alle proteste della Moncloa su queste dichiarazioni, ha assicurato che Rutte aveva detto in realtà “dobbiamo trovare una soluzione” come Unione Europea.

Mentre l’intera Europa meridionale ha viaggiato all’Aia in queste settimane cercando di convincere Rutte a cedere al più presto alle sue rigide richieste di attuare riforme interne prima di poter accedere agli aiuti europei, il governo olandese insiste sempre sul fatto che “l’Unione europea è forte in quanto unione di paesi forti”, e non “di paesi forti perché appartengono alla UE”, e ritiene che l’economia sia “una questione di politica interna” che deve essere gestita dai governi nazionali.

Questo è lo stesso messaggio che ha trasmesso venerdì 10 luglio anche al presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, volato all’Aia per convincere Rutte ad ammorbidire il suo atteggiamento di opposizione nei confronti del fondo di ricostruzione con cui l’Unione Europea intende aiutare i paesi più colpiti dal coronavirus, in particolare Spagna e Italia. Tre settimane fa, anche il presidente francese Emmanuel Macron, seguito dal presidente del consiglio europeo Charles Michel, si era recato a L’Aia, cercando di fare pressione sul liberale olandese. Né con Conte né con Macron, tuttavia, la tensione era salita alle stelle come con Sánchez.

Decisamente meno teso l’incontro con il premier portoghese Costa, che ha cercato di mediare tra Madrid e L’Aia, pur mantenendo ferma la posizione del Portogallo sugli aiuti. Uscendo dal vertice Costa ha commentato: “Dobbiamo essere disponibili a rinunciare da qualche parte, le proposte sul tavolo sono state equilibrate, gli amici olandesi hanno difeso le posizioni dei quattro frugali. Tuttavia c’è un limite oltre il quale gli altri 23 devono dire di no. Per non arrivare a questo, i quattro fratelli [Paesi Bassi, Austria, Danimarca e Svezia] devono fare una mossa positiva”. Il primo ministro olandese ha definito “piacevole” l’incontro con il premier portoghese. 

 

Ai Paesi Bassi non importa che i paesi del sud prendano in prestito denaro, purché lo rimborsino e attuino le riforme strutturali, ma sia la Spagna che l’Italia non sono disposte a rivivere i tempi della troika che seguì la crisi economica nel 2010. Ciò che i Paesi Bassi non vogliono è “assumere congiuntamente il debito nella UE”, cosa su cui anche Berlino ha concordato finora, ma con la proposta, sostenuta principalmente da Francia e Germania, di aiuti a fondo perduto, gli olandesi affermano di sentirsi traditi da un vecchio alleato.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e portoghese

 

di Redazione

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