Yemen: nuove conquiste strategiche per la coalizione

Pubblicato il 15 luglio 2020 alle 16:09 in Arabia Saudita Yemen

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Nel quadro di una vasta operazione condotta dall’alba di mercoledì 15 luglio, le forze congiunte, composte dall’esercito yemenita e dalla coalizione a guida saudita, hanno conquistato nuove postazioni nel Sud-Est dello Yemen. Parallelamente, i ribelli Houthi sono stati accusati di aver colpito quartieri residenziali a Ma’rib.

Nello specifico, l’operazione del 15 luglio, che ha visto altresì la presenza di membri separatisti del Consiglio di Transizione Meridionale (STC), ha portato alla conquista di nuovi siti nel Nord-Ovest del governatorato di al-Dhali’, al confine meridionale della provincia di Ibb, precedentemente controllati dai ribelli Houthi. Secondo fonti militari locali, il risultato raggiunto è stato il frutto di scontri tra le forze congiunte e i ribelli sciiti, che hanno impiegato armi pesanti e di medio calibro. L’operazione, che a detta delle suddette fonti non è ancora terminata, riveste un’importanza strategica, in quanto consentirebbe alle forze yemenite di aprire nuovi fronti nel governatorato di Ibb, da ciascun lato, e fa seguito ad una serie di sconfitte subite dai ribelli nel Nord-Ovest di al-Dhali’.

Gli Houthi, dal canto loro, stanno provando a trasferire le battaglie anche su altri fronti del governatorato, ma, sino ad ora, senza risultati. Una fonte sul campo ha poi affermato che l’operazione del 15 luglio ha, in realtà, una natura preventiva, in quanto fa seguito ai rinforzi e allo spostamento delle truppe ribelli giunte al confine tra Ibb e al-Dhali’. Si tratta di un’area che, nell’ultimo mese, aveva assistito ad una relativa calma per la prima volta in cinque anni, considerato che le ultime battaglie sono state condotte perlopiù verso Nord. Tuttavia, se da un lato gli Houthi hanno rivolto la propria attenzione verso Ma’rib, Sana’a e al-Bayda’, dall’altro lato, le forze yemenite continuano a non perdere di vista il Sud. A tal proposito, i gruppi secessionisti hanno di recente trasferito alcune truppe presso Abyan, Socotra e Lahij.

In tale quadro, il portavoce della coalizione saudita-emiratina, il colonnello Turki al-Maliki, ha riferito che, nella sera del 14 luglio, i ribelli sciiti Houthi hanno condotto un attacco missilistico contro aree residenziali di Ma’rib, un governatorato situato a circa 170 km a Est della capitale Sana’a, colpendo oggetti e soggetti civili. Un altro missile balistico, ha riferito al-Maliki, era stato lanciato verso la medesima provincia l’8 luglio scorso, causando vittime anche tra donne e bambini. Per la coalizione si tratta di violazioni del Diritto internazionale umanitario che minacciano la vita di civili innocenti.

I governatorati di Ma’rib, Jawf e Sana’a sono testimoni di un’escalation che ha avuto inizio nella metà del mese di gennaio 2020. Questa è da collocarsi nel quadro del perdurante conflitto civile, scoppiato il 19 marzo 2015, data in cui i ribelli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali yemenite. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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