Telefonata tra Trump e Erdogan: verso una maggiore cooperazione in Libia

Pubblicato il 15 luglio 2020 alle 16:42 in Libia Turchia USA e Canada

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Durante una conversazione telefonica, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il suo omologo statunitense, Donald Trump, hanno concordato di aumentare la cooperazione in Libia per garantire una stabilità duratura al Paese Nordafricano. 

La notizia è stata riferita da fonti turche il 14 luglio. Nel contesto libico, la Turchia rappresenta il principale alleato del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli. Anche la Casa Bianca ha confermato il colloquio telefonico tra i due leader. “Il presidente Trump e il presidente Erdogan hanno discusso questioni commerciali tra gli Stati Uniti e la Turchia e hanno sottolineato la necessità di negoziare una soluzione per le problematiche regionali”, ha scritto Judd Deere, addetto stampa della Casa Bianca su Twitter. 

Durante il colloquio telefonico, Erdogan e Trump hanno anche discusso dei rapporti bilaterali tra Ankara e Washington e di aumentare gli scambi commerciali tra i due Paesi, per un valore di 100 miliardi di dollari. Per quanto riguarda, invece, le problematiche regionali, l’11 giugno, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, aveva già chiesto agli Stati Uniti di svolgere un ruolo più attivo in Libia, sia per raggiungere un cessate il fuoco sia per organizzare nuovi negoziati politici. L’esortazione arrivava dopo che, il 10 giugno, il ministro degli Esteri turco e il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, avevano parlato al telefono per discutere degli sviluppi in Libia. 

Già il 14 maggio, durante una telefonata con il presidente della Turchia, Stoltenberg aveva annunciato il sostegno dell’Alleanza Nord Atlantica al Governo di Tripoli e aveva affermato di ritenere che il governo tripolino non fosse supportato da aiuti esterni, a differenza del suo rivale di Tobruk. Tale notizia era stata accolta con favore dal Ministero degli Esteri di Tripoli, che aveva però sottolineato la mancanza di volontà a livello internazionale di intervenire contro il principale avversario del suo governo, il generale Khalifa Haftar. 

La notizia del colloquio tra Trump e Erdogan arriva in un momento particolarmente delicato per la Libia. Il 14 luglio, il portavoce dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato da Haftar, ha affermato che nelle prossime ore le città di Sirte e al-Jufra potrebbero assistere ad una “grande battaglia”. Nel frattempo, alcuni gruppi di mercenari russi si sono ritirati da tali zone, mentre Ankara e Tripoli hanno mobilitato ulteriori forze. Ciò giunge a seguito delle dichiarazioni del portavoce dell’esercito del GNA. Quest’ultimo, il 14 luglio, ha ribadito la determinazione delle forze di Tripoli a prendere il controllo di Sirte e al-Jufra ed ha sottolineato la necessità di avviare nuovamente le esportazioni di petrolio. 

La Libia vive una situazione di instabilità dal 15 febbraio 2011, quando è iniziata una rivolta civile che ha causato la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi, avvenuta nel mese di ottobre dello stesso anno. Dopo anni di tensioni, si sono formati due schieramenti: da una parte il Governo di Accordo Nazionale di Tripoli e, dall’altra, il governo di Tobruk. Il GNA è sostenuto dalla Turchia, dall’Italia e dall Qatar. Il governo di Tobruk, invece, controlla un esercito guidato dal generale Haftar. Quest’ultimo riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. Anche la Giordania è considerata tra i principali esportatori di armi per Haftar.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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