Macedonia del Nord: al via le elezioni generali

Pubblicato il 15 luglio 2020 alle 10:02 in Balcani Macedonia

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Più di 1,8 milioni di elettori della Macedonia del Nord sono attesi alle urne mercoledì 15 luglio, per votare alle prime elezioni generali del Paese sotto il nuovo nome.

Queste ultime dovevano tenersi il 12 aprile scorso, ma sono state posticipate a causa della pandemia di coronavirus. Nonostante l’apertura dei seggi, molti temono una bassa affluenza nella nazione, che attualmente conta 8.332 contagi confermati e 389 decessi.

A tal riguardo, le autorità macedoni hanno minimizzato i rischi per la salute in relazione ai centri elettorali, e hanno adottato misure speciali, le quali prevedono che tutti gli elettori debbano indossare la mascherina, e rimuoverla brevemente solo per l’identificazione, oltre a tenere un distanziamento di circa 2 metri da altre persone. Inoltre, i pazienti, gli anziani e gli elettori positivi al Covid-19 hanno votato dalle loro case o dagli ospedali il 13 e 14 luglio.

Più di 1.500 candidati provenienti da 15 alleanze politiche e partiti sono in lizza per un posto nell’assemblea nazionale di 120 seggi. Le urne saranno aperte dalle 7:00 alle 21:00, ora locale, due ore più del solito a causa dei protocolli sanitari, al fine di determinare i nomi e i partiti che governeranno il Paese per i prossimi quattro anni.

Si tratta della prima volta in 29 anni di storia indipendente della Macedonia del Nord che le elezioni si svolgono in un giorno feriale, con la data fissata in seguito a negoziati approfonditi tra i due principali partiti. Pertanto, in questa occasione, il 15 luglio è stato dichiarato  eccezionalmente come giorno festivo.

La campagna elettorale è stata per lo più effettuata su Internet, per evitare grandi raduni, in quanto la lotta contro il Covid-19 rappresenta ancora il punto principale sull’agenda della campagna.

Riguardo ai candidati, il Partito socialdemocratico della Macedonia (SDSM), che è al potere dal 31 maggio 2017, ha stretto un’alleanza pre-elettorale con il partito etnico di centro-destra albanese BESA Movement, nonché con rappresentanti e movimenti della comunità turca, bosniaca, romana, ulah e serba. L’alleanza, che ha condotto una campagna basata sullo slogan “Possiamo farlo”, chiede il voto di fiducia del popolo al fine di continuare verso il suo obiettivo di adesione all’UE.

L’Unione Democratica per l’Integrazione (BDI), il partner di coalizione dell’attuale governo e il più grande partito albanese, mira a eleggere per la prima volta nella storia del Paese un premier albanese, e il loro motto è “perché no?”.

Un’altra alleanza, guidata dall’opposizione Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone e il Partito Democratico per l’Unità Nazionale Macedone (VMRO-DPMNE), ha promesso di riconquistare la giustizia, ottenere migliori risultati economici e rafforzare le istituzioni.

Da parte sua, invece, l’Alleanza per gli albanesi dell’opposizione, ha formato una coalizione pre-elettorale con Alternativa, uno dei partner dell’attuale governo. Insieme, questi ultimi affermano che è giunto il momento di modificare i tassi di rappresentanza politica degli albanesi nel Paese.

Un altro partito di opposizione, il Partito Democratico degli Albanesi (PDSH), ha sostenuto di avere piani economici e politici dettagliati per Skopje, e di voler portare gli albanesi al livello che meritano.

In tale quadro, anche tre partiti politici turchi partecipano alle elezioni. Il Partito Democratico Turco (TDP) e il Partito del Movimento Turco (THP) saranno inclusi nell’alleanza guidata da SDSM, mentre il Movimento di Unità Nazionale Turco (TMBH) rientrerà nella coalizione di VMRO-DPMNE.

Precedentemente noto come Macedonia, il Paese ha cambiato il proprio nome ufficiale in Macedonia del Nord lo scorso 11 febbraio, dopo 22 anni di disputa con la Grecia, con l’obiettivo di proseguire verso la sua integrazione euro-atlantica.

A tal proposito, i rappresentanti permanenti dei 29 Stati membri della NATO hanno firmato il protocollo di accesso con Skopje lo scorso 6 febbraio, mentre i negoziati per l’adesione all’Unione Europea sono ancora in corso. 

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Mariela Langone

di Redazione

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