La Turchia celebra l’anniversario del fallito colpo di Stato del 2016

Pubblicato il 15 luglio 2020 alle 18:51 in Medio Oriente Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 15 luglio, la Turchia ha festeggiato il quarto anniversario del fallito colpo di Stato del 2016. Durante le celebrazioni, il ministro della Difesa ha riferito che ben 17.000 “terroristi” sono stati arrestati negli ultimi 5 anni

“La Turchia è determinata a porre fine al terrorismo e le nostre campagne contro i terroristi continueranno con la stessa precisione”, ha ribadito il ministro Hulusi Akar durante una cerimonia commemorativa per onorare le vittime del colpo di Stato del 2016. Dall’inizio del 2020, i “terroristi” neutralizzati sono 1.900, ha aggiunto Akar. Il governo turco utilizza il termine “neutralizzati” per indicare l’arresto o l’uccisione degli individui in questione. Alla cerimonia hanno partecipato anche i capi delle forze armate di terra, aeree e navali, nonché il capo di Stato Maggiore.

In una celebrazione separata, sempre il 15 luglio, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha ricordato “gli eroi emersi in tutto il Paese nella notte del colpo di Stato” per difendere la nazione. “A volte, un singolo eroe cambia il destino di tutta la nazione. Il 15 luglio, milioni di eroi sono emersi da tutti gli angoli del nostro Paese e hanno lasciato un segno nel futuro del popolo turco”, ha affermato Erdogan in una cerimonia presso il complesso parlamentare.

Secondo il governo di Ankara, la Fetullah Terrorist Organization (FETO) e il suo leader in esilio, Fetullah Gulen, hanno orchestrato il fallito colpo di Stato del 15 luglio 2016, causando la morte di 251 persone e quasi 2.200 feriti. I jet da combattimento sotto il controllo dei golpisti avevano attaccato il Parlamento nelle prime ore del 16 luglio. A tale proposito, Erdogan ha affermato che il fatto che il Parlamento fosse stato preso di mira non è stata “una scelta casuale”. “Se fossero stati abbastanza forti, non avrebbero esitato a demolirlo completamente”, ha affermato il presidente. 

Le operazioni di arresto di persone sospettate di essere vicine a Gulen sono state molto frequenti a partire dal tentativo di colpo di Stato. Secondo le accuse dell’opposizione all’attuale governo turco, si tratta di una politica portata avanti regolarmente da Ankara per liberarsi degli oppositori politici. A tal riguardo, pochi giorni dopo il tentato golpe, il 21 luglio, era stato imposto nel Paese lo stato di emergenza, esteso per 7 volte e motivato con il persistere della minaccia da parte dei sostenitori del movimento di Gulen.

Erdogan aveva promesso di revocare lo stato di emergenza in seguito alle elezioni del 24 giugno, in esito alle quali si è realizzato il passaggio dal sistema parlamentare al sistema presidenziale in Turchia, deciso in occasione del referendum del 16 aprile 2017. In seguito al giuramento del 9 luglio 2018, Erdogan ha cominciato il suo secondo mandato presidenziale, che esercita con poteri fortemente accresciuti, tra cui la nomina di alti funzionari pubblici, inclusi i ministri e i vicepresidenti.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.