La Libia chiede maggiore cooperazione nella lotta al traffico di migranti

Pubblicato il 15 luglio 2020 alle 19:24 in Immigrazione Italia Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro dellInterno del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, Fathi Bashagha, ha accusato i Paesi della comunità internazionale di aver lasciato la Libia da sola ad affrontare le complicazioni dell’immigrazione irregolare. La questione, a detta del ministro, comporta costi molto elevati per lo Stato nordafricano, già lacerato da un lungo conflitto civile. Tripoli ritiene che senza una strategia unificata e una collaborazione tra i Paesi, la Libia diventerà preda dei trafficanti di esseri umani, che cercano intenzionalmente di sfruttare la sua instabilità.

Lintervento di Bashagha è stato centrale durante la videoconferenza sulla tratta di esseri umani, organizzata lunedì 13 luglio, dal titolo: “La lotta contro le reti di traffico di esseri umani e le misure precauzionali per fermare l’afflusso di immigrati”. Allincontro, oltre al ministro dellInterno libico, hanno partecipato gli omologhi di Italia, Germania, Francia, Spagna, Malta, Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania, nonché i commissari dellUnione Europea, Ylva Johansson e Olivér Várhelyi. Secondo la Libia, tuttavia, una visione chiara e unificata della lotta contro l’immigrazione clandestina avrebbe dovuto includere anche i rappresentanti del Sud Sudan, del Ciad, del Mali e del Niger, che rappresentano importanti Paesi di partenza e di transito per i migranti irregolari.

Abbiamo invitato l’Unione europea a fornire alla Libia apparecchiature di sorveglianza elettronica per i nostri confini. Siamo ancora pronti a cooperare con lUE negli sforzi anti-droga e nella lotta alla criminalità organizzata”, ha dichiarato Bashagha.

Il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, ha affermato che lUnione Europea e gli Stati Africani hanno bisogno di lavorare insieme per combattere la tratta di esseri umani. “È stata una discussione fruttuosa che ci consente di rafforzare l’impegno reciproco nella prevenzione e nella lotta al traffico di migranti”, ha detto la Lamorgese al termine dellincontro. Tutti i Paesi hanno concordato sulla necessità di affrontare la sfida garantendo il rispetto dei diritti umani e della dignità della persona e riducendo a sofferenza di coloro che sono più esposti a tutte le forme di estorsione”, ha aggiunto.

Il commissario agli Affari interni dellUnione Europea, Ylva Johansson, ha dichiarato che anche l’Italia si trova ad affrontare una “situazione difficile” in relazione all’arrivo dei migranti via mare. “La Commissione è sulla scena per sostenere l’Italia”, ha garantito il commissario. Da qualche giorno, in particolare, le tensioni sono aumentate nel Sud del Paese in seguito allalto numero di migranti risultati positivi al coronavirus. Alcune proteste si sono scatenate in Calabria dopo lo sbarco a Roccella Jonica, sabato 11 luglio, di 24 persone, di cui 13 positive al COVID-19. Il gruppo si trova attualmente nella città di Amantea per trascorrere la quarantena e la struttura viene controllata per 24 ore al giorno dai soldati.

Il 7 aprile, l’Italia aveva chiuso i suoi porti alle navi delle ONG per l’intera durata dell’emergenza sanitaria nazionale, dichiarando che non potevano essere più considerati sicuri a causa dell’epidemia di coronavirus. “Per tutta la durata dell’emergenza sanitaria nazionale causata dalla diffusione del COVID-19, i porti italiani non possono garantire i requisiti necessari per essere definiti e classificati come porti sicuri”, aveva dichiarato il decreto governativo. L’emergenza nazionale, secondo la disposizione, avrebbe dovuto protrarsi fino al 31 luglio. La norma, nello specifico, riguardava “i casi di soccorso effettuati da parte di unità navali battenti bandiera straniera al di fuori dell’area SAR (ricerca e soccorso) italiana”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.