La Corea del Sud teme un focolaio di coronavirus in una base degli USA

Pubblicato il 15 luglio 2020 alle 17:56 in Corea del Sud USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Preoccupati dal focolaio giapponese, anche una città sudcoreana, che ospita la più grande base militare degli Stati Uniti d’oltremare, ha richiesto ai soldati statunitensi di presentare un test negativo al coronavirus prima del loro arrivo. 

La misura arriva dopo che la US Forces Korea (USFK) ha segnalato almeno 25 infezioni nelle ultime 2 settimane, di cui 11 nella sola giornata del 13 luglio. Tutti gli individui positivi al coronavirus sono stati testati all’arrivo e trascorreranno 2 settimane in quarantena. Tale ondata ha spinto la città di Pyeongtaek, sede della base di Humphreys, a Sud di Seoul, a fare pressioni al governo per richiedere un test ai soldati statunitensi, prima del loro arrivo in Corea del Sud. “Abbiamo pensato che un test preventivo possa contenere i numeri e lenire le preoccupazioni tra i residenti”, ha dichiarato un funzionario della città.

L’USFK non ha risposto a una richiesta di commento, ma aveva precedentemente affermato di aver adottato tutte le misure di quarantena necessarie ad arginare la diffusione del virus. Il 13 luglio, un funzionario del Ministero della Sanità della Corea del Sud, Son Young-rae, ha definito la risposta delle autorità statunitensi al virus come “estremamente forte”, aggiungendo che entrambe le parti sono in stretta consultazione su ulteriori misure da applicare.

Tuttavia, un funzionario militare sudcoreano non identificato ha affermato che un numero sempre maggiore di truppe statunitensi è infetto. Circa 28.500 truppe statunitensi sono di stanza nella Corea del Sud, per supportare Seul contro la minaccia rappresentata dalla Corea del Nord. Ospitando oltre 20.000 soldati, il presidio di Pyeongtaek è la più grande base statunitense d’oltremare, che si estende su un’area di 14,7 milioni di metri quadrati. 

La preoccupazione arriva dopo che un focolaio è emerso nella prefettura meridionale di Okinawa, in Giappone. Dal 7 al 12 luglio, Okinawa ha confermato 62 nuove infezioni da coronavirus. Di questi, 39 erano soldati del Corpo dei Marines di Futenma, 22 di Camp Hansen e 1 di Camp Kinser. Il 13 luglio, altri 32 casi sono stati confermati presso la base aerea di Futenma. Anche in questo caso, la prefettura di Okinawa ospita il maggior numero di forze militari statunitensi in Giappone, la cui alleanza con Washington è fondamentale per la sicurezza del Paese.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.