Indonesia: allarme coronavirus e povertà diffusa

Pubblicato il 15 luglio 2020 alle 11:01 in Asia Indonesia

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L’Indonesia ha riportato 87 nuovi decessi per coronavirus, un nuovo record per il Paese. Intanto, la conseguente crisi economica ha portato 1,63 milioni di indonesiani sotto la soglia della povertà

L’Indonesia ha registrato di 1.522 nuove infezioni da coronavirus, nelle 24 ore precedenti al 15 luglio, portando il conteggio complessivo a 80.094 casi confermati, secondo il Ministero della Sanità. La pandemia sta colpendo molto forte il Paese, con circa 1,63 milioni di indonesiani sotto la soglia della povertà in più, a marzo 2020 rispetto a settembre 2019. 

Il tasso di povertà è salito al 9,78% a marzo dal 9,22% di settembre. Una variazione così piccola ha un’enorme portata in un Paese estremamente popolato come l’Indonesia, che registra ben 26,42 milioni di persone povere a marzo. “La pandemia di COVID-19 sta mettendo a dura prova l’attività economica e sta influenzando negativamente i mezzi di sussistenza”, ha dichiarato il capo dell’Istituto per la Statistica, Suhariyanto, in una conferenza stampa online, il 15 luglio. “Questa pandemia sta colpendo duramente i cittadini, soprattutto le comunità più povere”, ha aggiunto.

L’aumento dei prezzi ha avuto un ruolo enorme nell’aumentare il tasso di povertà. Il prezzo del riso è stato uno dei fattori più importanti, seguito da quello di sigarette, pollame e noodles. La soglia di povertà nazionale è fissata a 2,1 milioni di rupie, circa 145,80 dollari, di reddito per famiglia al mese. Il più alto tasso di povertà è registrato in Papua e ammonta al 26,6% della popolazione, mentre il più basso è stato rilevato a Bali, dove interessa solo il 3,78% della popolazione. 

La pandemia sta devastando l’economia e il governo si aspetta che 4 milioni di persone scendano al di sotto della soglia di povertà, prima della fine del 2020, per un totale di 28 milioni di poveri, circa il 10,6 per cento della popolazione. Quest’anno circa 5,5 milioni di persone potrebbero perdere il lavoro, portando il numero totale di disoccupati a 12,7 milioni di persone, secondo le stime del ministro della Pianificazione e dello Sviluppo, Suharso Monoarfa. Le perdite di posti di lavoro si traducono in perdite di reddito e indebolimento della spesa al consumo, minacciando l’intera economia del Paese, in quanto oltre la metà del suo Prodotto Interno Lordo (PIL) proviene dai consumi delle famiglie.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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