Turchia: arrestati 18 cittadini iracheni collegati all’ISIS

Pubblicato il 14 luglio 2020 alle 18:02 in Iraq Turchia

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La polizia della capitale turca, Ankara, ha arrestato 18 cittadini iracheni per sospetti collegamenti con lo Stato Islamico, secondo quanto riferito da fonti interne alle forze di sicurezza, il 14 luglio.

Gli arresti sono stati effettuati la mattina del 14 luglio, come parte di un’operazione contro il gruppo terroristico. Le fonti che hanno rivelato la notizia hanno parlato in condizione di anonimato, a causa delle restrizioni nel diffondere tali informazioni. Almeno 20 sospetti, che erano in contatto con alcuni militanti dell’ISIS ancora attivi, sono stati identificati in un’operazione portata avanti dalle squadre antiterrorismo della polizia provinciale, sostenuta dall’Organizzazione Nazionale d’Intelligence turca. La polizia continua a cercare altri 2 sospetti, che al momento sono in fuga. 

Le autorità turche hanno reso noto che le operazioni contro l’ISIS, nei primi 4 mesi del 2020, hanno portato alla cattura di 354 sospetti e al sequestro di numerose armi. Le operazioni in questione hanno anche scongiurato possibili attacchi terroristici in grandi città, come Ankara e Istanbul. Inoltre, circa 76 membri dello Stato Islamico sono stati imprigionati, altri ancora sono stati espulsi, mentre i restanti devono ancora essere sottoposti a processo. Senza fornire date specifiche, i funzionari della sicurezza turca hanno riferito di aver arrestato 5 cittadini stranieri che preparavano un attacco terroristico nella capitale, Ankara, la vigilia di Capodanno 2020. Dopo l’operazione, 4 di questi individui sono finiti in prigione.

Successivamente, nella provincia di Balikesir sono stati arrestati 11 individui, sospettati di essere collegati al gruppo terroristico. Inoltre, 4 donne affiliate all’ISIS, tra cui un’agente senior, sono state catturate nella provincia di Hatay, nel Sud della Turchia, dopo il loro ingresso nel Paese dalla Siria. Un altro combattente del gruppo è stato arrestato nella provincia Nord-occidentale di Edirne. Si trattava di un cittadino kirghiso, ricercato da più di 6 anni. Un cittadino danese ricercato dall’Interpol, identificato con le iniziali del suo nome, Y.A., è stato catturato nel Sud della Turchia a seguito di un’operazione congiunta degli agenti di sicurezza e dell’intelligence. In un’altra missione, nella provincia di Kirsehir, un combattente dell’ISIS, che affermava di essere parente di Abu Bakr al-Baghdadi, è stato arrestato.

Altri 6 sospetti sono stati portati presso l’ufficio provinciale per le migrazioni. Un altro militante del gruppo, che ha confessato di aver effettuato attentati in Iraq, è stato arrestato nella provincia di Sakarya. Infine, un cittadino siriano, noto con il nome in codice di Abu Taki Alshamy, è stato catturato nella provincia di Bursa. Si trattava di un membro anziano del gruppo terroristico e svolgeva attività varie nelle province siriane di Deir ez-Zour e Al-Mayadin. A proposito delle operazioni turche contro lo Stato Islamico, occorre ricordare le parole del segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, del 21 gennaio. Questo aveva dichiarato che la Turchia è un attore cruciale nella lotta all’ISIS e al terrorismo internazionale. Per la NATO, i risultati raggiunti contro l’organizzazione terroristica non sarebbero stati possibili senza la collaborazione di Ankara. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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