Piano di annessione israeliano: le condizioni di Washington

Pubblicato il 14 luglio 2020 alle 12:17 in Israele Palestina USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il mancato via libera di Washington ha messo in pausa il piano di annessione di alcuni territori palestinesi da parte di Israele. Gli Stati Uniti, tuttavia, non si oppongono al progetto, ma hanno delineato alcune condizioni da soddisfare.

Il progetto è stato proposto dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e prevede l’annessione a Israele di alcuni territori della Cisgiordania, tra cui la Valle del Giordano ed il Mar Morto settentrionale, pari a circa il 30% della regione. Secondo quanto affermato nel corso degli ultimi mesi, le prime mosse a riguardo sarebbero dovute partire il primo luglio. Tuttavia, sono numerose le voci di dissenso a livello internazionale che si sono opposte al piano di Netanyahu, provenienti altresì dalla Lega Araba, mentre gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dal quotidiano Asharq al-Awsat sulla base di fonti israeliane, avrebbero richiesto al proprio alleato di soddisfare alcune condizioni.

Tra queste, la possibilità per i palestinesi di avviare progetti di costruzione presso le aree B e C della Cisgiordania, in grado di ospitare circa mille unità abitative, l’annullamento delle disposizioni che prevedono l’abbattimento di abitazioni abusive palestinesi, e la conversione dell’area C in area B. In base agli accordi di Oslo del 1993, il territorio della Cisgiordania è diviso in tre aree amministrative, rispettivamente A, B e C. La prima rappresenta il 18% del territorio ed è sotto il controllo dell’Autorità Palestinese. La seconda equivale al 22% della Cisgiordania ed è amministrata congiuntamente da Israele e Palestina. La terza, corrispondente al 61% del territorio, è controllata da Israele.

Non da ultimo, l’amministrazione statunitense ha richiesto alla controparte israeliana di non costruire ulteriori insediamenti per i prossimi quattro anni in colonie remote, le quali dovrebbero essere evacuate e inglobate all’interno del futuro Stato palestinese. Secondo quanto riferito dal canale televisivo israeliano Kan 21, nelle ultime settimane vi sono stati diversi incontri tra delegazioni USA e israeliane, volti a discutere del piano di annessione. A detta delle fonti israeliane, le parti avrebbero concordato una riduzione della percentuale dei territori da annettere, passando dal 30 al 15%. Il fine sarebbe altresì preservare la stabilità politica israeliana ed evitare che si incorra in nuove elezioni.

Inoltre, Israele è stato altresì esortato ad accettare il cosiddetto “accordo del secolo”, ovvero il piano presentato dal capo della Casa Bianca, Donald Trump, il 28 gennaio scorso, che mira a porre fine al conflitto israelo-palestinese. Tale progetto, se effettivamente attuato, potrebbe garantire a Israele il controllo di una Gerusalemme unificata, riconosciuta come capitale, oltre a preservare gli insediamenti israeliani negli attuali Territori Palestinesi, che includono la Cisgiordania e Gaza. Parallelamente, verrebbe creato uno Stato palestinese, esteso tra la Striscia di Gaza e il 70% della Cisgiordania. Si tratterebbe, in realtà di un’entità parastatale, senza un proprio esercito e obbligata a rispettare criteri di sicurezza, sottoposti al controllo israeliano, tra cui la rinuncia alla violenza.

Allo stesso tempo, il piano di Netanyahu continua ad incontrare riserve da parte dell’ex-rivale del premier, Benny Gantz, vice-primo ministro di un governo di unità nazionale, che prevede l’alternanza alla guida dell’esecutivo ogni 18 mesi. Gantz, leader del partito Blue and White, non concorda su alcune modalità di attuazione e sulla mancanza di un dialogo con la parte palestinese, timoroso che un tale approccio possa danneggiare gli interessi stessi di Israele. Inoltre, Gantz preferirebbe avere un esplicito via libera anche da parte di Washington. A detta del vice-premier, inoltre, sarebbe necessario attendere per portare avanti il piano di annessione, fino a quando Israele non riuscirà a riprendersi completamente dai danni subiti a causa della pandemia di coronavirus e ad assicurare una vita dignitosa al popolo israeliano.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.