La Gran Bretagna si prepara a confrontarsi con la Cina con una nuova portaerei

Pubblicato il 14 luglio 2020 alle 9:57 in Cina UK

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I capi militari di Londra hanno elaborato diversi piani per stabilire una delle nuove portaerei britanniche in Estremo Oriente, con l’obiettivo di svolgere un ruolo più attivo nel contrastare una Cina in crescente ascesa, stando a quanto rivelato dal Times, il 14 luglio.

La HMS Queen Elizabeth, la prima delle due portaerei a completare l’addestramento, salperà per il suo primo grande viaggio come il fulcro di un gruppo di vettori da battaglia all’inizio del 2021. Si prevede che la nave, del valore di 3,1 miliardi di sterline, corrispondenti a 5,6 milioni di dollari, visiterà l’Estremo Oriente, conducendo esercitazioni militari con i propri alleati, tra cui Stati Uniti e Giappone. Inoltre, è probabile che quest’ultima fungerà da “fiera galleggiante”, utilizzata come piattaforma per gli accordi, a detta di una fonte della Difesa.

La portaerei ha un equipaggio di circa 700 uomini, che raggiunge i 1600 quando a bordo sono presenti jet da caccia ed elicotteri. A tal riguardo, durante il suo dispiegamento in Estremo Oriente, dovrebbero essere imbarcati due squadroni di caccia stealth F-35B Lightning II, probabilmente un mix di aerei RAF e US Marine Corps. La portaerei sarà altresì accompagnata da due cacciatorpedinieri Type 45, due fregate Type 23, e due petroliere ed elicotteri. 

La nave completerà l’addestramento con i propri alleati nell’autunno di quest’anno, mentre la sua nave gemella, la HMS Prince of Wales, è circa 18 mesi indietro rispetto alla Queen Elizabeth nella tabella di marcia per il suo primo grande dispiegamento.

I capi della difesa britannici hanno elaborato alcune proposte per stabilire una delle portaerei nella regione indopacifica. Una tra le possibili opzioni è quella di invitare i suoi alleati con gli F-35, come gli Stati Uniti e, potenzialmente, il Giappone, a contribuire con la loro forza aerea ad un gruppo di vettori da battaglia.

Una vasta gamma di partner, tra cui l’Australia e il Canada, potrebbero essere altresì invitati a fornire navi da guerra di scorta o sottomarini per completare la flottiglia.

“Un vettore sosterrà la NATO nel Nord Atlantico. Dove hai intenzione di collocare l’altro? Sulle principali rotte commerciali e per contrastare la minaccia emergente della Cina. Sarebbe un gruppo di lavoro alleato, una portaerei britannica, ma sopportata da una coalizione di volenterosi. È così che viene considerata”, ha riferito una fonte. 

L’Istituto Nazionale di Ricerca Economica e Sociale del Regno Unito ha avvertito, il 13 luglio, che una guerra commerciale con la Cina danneggerebbe la crescita economica del Paese, e porterebbe a un aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse. 

Parallelamente, sempre il 13 luglio, il comandante della flotta, il viceammiraglio Jerry Kyd, ha comunicato che la Royal Navy stava “tornando nella regione Indo-Pacifica”. “La nostra ambizione è quella di essere assolutamente persistenti e basati lì nel futuro, forse con un gruppo di vettori da battaglia, o forse no. Vedremo”, ha ribadito il viceammiraglio, il quale, in aggiunta, ha sollevato la prospettiva dello sbarco degli F-35 stealth nella regione indopacifica, sottolineando che questi possono essere sostenuti “attraverso i nostri alleati statunitensi e attraverso l’hub in Giappone”.

Un’altra opzione è, invece, quella di stabilire una piccola nave da guerra della Royal Navy nella zona, come una fregata. I diversi piani sono al vaglio nell’ambito di una revisione della politica estera, di difesa e di sicurezza, che dovrebbe essere completata nel prossimo autunno. 

In tale contesto, il maresciallo dell’aria Gerry Mayhew, vice comandante delle operazioni, ha lasciato intendere che gli alleati nella regione indopacifica avrebbero accolto con favore una maggiore presenza militare britannica. Nello specifico, il maresciallo ha affermato che, accanto ai partner occidentali, “i colleghi dell’Estremo Oriente attraverso gli accordi di difesa delle cinque potenze e con il Giappone, così come molti altri sono davvero entusiasti delle opportunità aeree e marittime che offriamo”.

La Gran Bretagna ha aderito all’alleanza delle “cinque potenze” con l’Australia, la Nuova Zelanda, Singapore e la Malesia nel 1971.

Nonostante tali premesse, alcune parti hanno espresso scetticismo riguardo ai piani. “Se metti le navi molto lontano da casa con un supporto militare e logistico necessariamente limitato, devi sapere quale sarà la tua reazione se qualcuno chiama il tuo bluff”, ha avvertito il viceammiraglio Jeremy Blackham, un ex vice comandante in capo della flotta.

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Mariela Langone

di Redazione

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