La Costa d’Avorio crea una zona militare al confine con il Burkina Faso

Pubblicato il 14 luglio 2020 alle 13:49 in Burkina Faso Costa d'Avorio

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La Costa d’Avorio ha creato una zona militare speciale, nel Nord del Paese, in risposta allattacco di un mese fa contro un posto di blocco militare situato lungo la frontiera con il Burkina Faso. Laggressione è avvenuta all’alba dell’11 giugno, nella regione settentrionale di Kofalo, e ha provocato la morte di 14 membri dellesercito. Si è trattato del primo assalto condotto sul suolo ivoriano dal marzo 2016, quando un attentato terroristico compiuto nella località costiera di Grand-Bassam aveva ucciso 19 persone, di cui 16 civili e 3 membri delle forze speciali. In tale occasione, al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) aveva rivendicato lattacco, affermando che 3 eroiavevano fatto irruzione in alcuni hotel turistici sparando sulle persone in spiaggia con kalashnikov e granate.

“Data la persistente insicurezza ai confini tra Costa d’Avorio, Mali e Burkina Faso, a causa della presenza di gruppi terroristici armati, il governo ha autorizzato la creazione di una zona operativa”, ha affermato lesecutivo ivoriano con una dichiarazione rilasciata al termine di una riunione di gabinetto, lunedì 13 luglio. La zona avrà un unico comando centrale per le operazioni militari. “Questarea consentirà di passare dalla fase di sorveglianza delle frontiere a una fase di azione difensiva, così da prevenire eventuali infiltrazioni di gruppi armati nel territorio nazionale”, si legge nella nota.

L’attacco dell11 giugno a Kafolo non è stato ancora rivendicato, ma le autorità ritengono sia stato condotto dal cosiddetto Gruppo per il Sostegno all’Islam e ai Musulmani (GSIM), un’organizzazione regionale legata ad al-Qaeda. Decine di persone, incluso il leader del gruppo, sono stati arrestati in relazione allattentato.

Laggressione è stata compiuta nella stessa area in cui, l11 maggio, la Costa d’Avorio e il Burkina Faso hanno deciso di lanciare un’operazione congiunta, nota come “missione Comoe”, per affrontare l’espansione della minaccia jihadista nella regione del Sahel. Gruppi islamisti legati ad Al-Qaeda e allo Stato islamico stanno ampliando la loro influenza in Africa occidentale negli ultimi anni provocando attacchi mortali su base regolare. La missione ha visto la partecipazione di circa 1.000 soldati ivoriani. 

La Costa d’Avorio condivide un confine di circa 550 km con il Burkina Faso, dove la violenza ha causato quasi 1.000 morti e costretto a 860.000 persone alla fuga negli ultimi cinque anni. Nell’ultimo anno, gli attacchi jihadisti in Burkina Faso, Mali e Niger si sono intensificati drammaticamente. Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa 4000 persone sono rimaste uccise in attentati perpetrati nel 2019 nei tre Paesi. Gli esperti di sicurezza temono da tempo che la violenza si possa diffondere anche negli altri Stati costieri del Golfo di Guinea, con i combattenti che usano il Burkina Faso come punto di partenza per attaccare Costa d’Avorio, Benin, Togo e Ghana.

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Chiara Gentili

di Redazione

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