Kosovo: Thaci interrogato all’Aia, l’incriminazione rimarrà sconosciuta fino ad ottobre

Pubblicato il 14 luglio 2020 alle 19:38 in Balcani Kosovo

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Il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, è arrivato al tribunale dell’Aia, il 13 luglio, per essere interrogato per la prima volta dai procuratori della Corte penale internazionale sui crimini di guerra, per i quali è stato accusato lo scorso 24 giugno. 

Nello specifico, questi ultimi fanno riferimento ai crimini di guerra e ai crimini contro l’umanità presumibilmente commessi da Thaci durante la guerra tra Kosovo e Serbia del 1998-99, in seguito alla quale Pristina ha dichiarato la propria indipendenza.

Prima di entrare nella Camera Specialistica istituita nel 2015 per gestire i casi di crimini di guerra durante tale rivolta, il presidente kosovaro ha ripetuto ai giornalisti di aver difeso “la verità, la riconciliazione e la pace”.

Thaci ha accettato l’invito da parte del tribunale per discutere le accuse contro di lui l’8 luglio, nonostante abbia sempre negato il proprio coinvolgimento in tali crimini. “Sono pronto ad affrontare la nuova sfida e ad avere successo per mio figlio, la mia famiglia, il mio popolo e il mio Paese”, ha commentato il presidente al suo arrivo alla Camera Specialistica dell’Aia, aggiungendo che “Nessuno può riscrivere la storia. Questo è il prezzo che si paga per la libertà”.

Successivamente, all’uscita dal tribunale, Thaci ha rivelato che la visita sarebbe continuata anche il 14 luglio. Tuttavia, restano ancora sconosciute le domande alle quali ha risposto, così come il contenuto della bozza dell’atto di accusa, che non è stato confermato.

Al riguardo, l’avvocato Branislav Tapuskovic, vicino alla Corte dell’Aia, ha rilasciato una dichiarazione alla radio serba RTS nella quale ha affermato che la decisione sull’incriminazione non verrà presa prima del prossimo ottobre.

Al momento, l’unica notizia accertata è che l’accusa di Thaci include crimini di guerra commessi in Kosovo e Metohija, tra cui l’omicidio di 100 persone.

“Non possiamo scoprire per quali crimini è stato accusato e non lo scopriremo presto. Secondo quanto ho sentito nelle notizie ieri e questa mattina, Hashim Thaci è andato lì e ha detto che ieri c’è stata una conversazione solo tra i suoi avvocati della difesa e i pre-investigatori su questioni tecniche. Questo è tutto per il momento. Certamente non scopriremo nulla sulle accuse contro di lui questa volta”, ha riferito Tapuskovic. 

In tale contesto, l’incriminazione del presidente kosovaro non è definitiva, e un giudice impiegherà diversi mesi per decidere se il caso costruito dalla procura speciale sia abbastanza solido per istituire un processo.

I pubblici ministeri ritengono Thaci, ex-comandante in capo del gruppo guerrigliero dell’Esercito di liberazione del Kosovo, responsabile di quasi 100 omicidi di civili durante la guerra.

Circa 20 albanesi di etnia albanese hanno manifestato fuori dall’Aula a sostegno del presidente, sventolando bandiere del Kosovo e dell’Albania mentre cantavano “U-C-K”, l’acronimo in lingua albanese dell’Esercito di liberazione di Pristina.

Le accuse di crimini di guerra contro l’UCK sono emerse per la prima volta in un rapporto del 2011 dell’agenzia per i diritti del Consiglio d’Europa, il quale accusava i guerriglieri di aver ucciso civili serbi e oppositori politici di etnia albanese durante l’insurrezione.

Gli sforzi locali per indagare sui presunti crimini di guerra sono stati finora sventati dalle intimidazioni diffuse nel piccolo Stato balcanico, dove le lealtà dei clan sono molto profonde.

Il 17 febbraio 2008, il Kosovo ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza dalla Serbia, sostituendo l’amministrazione sponsorizzata dall’Onu che era stata creata dopo il bombardamento del Paese da parte della NATO nel 1999, il quale, a sua volta, aveva fatto ritirare dal territorio kosovaro le forze serbe e jugoslave. L’azione della NATO aveva come obiettivo l’interruzione della dura repressione delle proteste interne da parte del governo serbo, che videro l’uccisione e l’espulsione dei cittadini albanesi dal territorio kosovaro. La popolazione locale è composta al 90% da persone di origine albanese. 

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Mariela Langone

di Redazione

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