Il Giappone critica “la diplomazia del coronavirus” attuata dalla Cina

Pubblicato il 14 luglio 2020 alle 18:45 in Cina Giappone

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Un documento annuale prodotto dal Ministero della Difesa del Giappone ha accusato la Cina di aver intensificato le proprie rivendicazioni territoriali, durante la pandemia di coronavirus, e sottolinea il rischio di possibili campagne di propaganda e disinformazione attuate da Pechino. 

La Cina “continua a tentare di modificare lo status quo nel Mar Cinese Orientale e nel Mar Cinese Meridionale”, ha dichiarato il Giappone nel “libro bianco sulla Difesa”, un documento annuale approvato il 14 luglio dal governo del primo ministro di Tokyo, Shinzo Abe. Il testo fa riferimento ad incursioni cinesi nelle acque intorno a un gruppo di isole rivendicate da entrambe le nazioni nel Mar Cinese Orientale, note come Senkaku in Giappone e Diaoyu in Cina. Inoltre, Pechino ha portato avanti le proprie rivendicazioni territoriali nel Mar Cinese Meridionale, creando nuovi distretti amministrativi intorno alle isole contese, mentre gli altri Paesi erano occupati a contenere la pandemia.

Il Ministero della Difesa giapponese ha anche affermato che la Cina sembra essere responsabile della diffusione di “propaganda” e “disinformazione” in Paesi caratterizzati da “incertezze sociali e confusione” a seguito dello scoppio del virus. Tali campagne includevano materiale online in cui si spiegava il virus era stato portato in Cina da un soldato degli Stati Uniti o che i rimedi erboristici cinesi potevano curare la malattia. In tale contesto, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha reso noto che Pechino ha presentato un reclamo per le accuse contenute nel documento giapponese. “Il libro bianco sulla Difesa del Giappone è pieno di pregiudizi e informazioni false”, ha dichiarato. “Stanno cercando di fare tutto il possibile per promuovere la cosiddetta minaccia cinese”, ha aggiunto. 

Le critiche del Giappone alla Cina fanno eco ai commenti degli Stati Uniti in un momento di crescente tensione nella regione. Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha criticato le rivendicazioni della Cina sulle risorse offshore nella maggior parte del Mar Cinese Meridionale, affermando che erano “completamente illegali”.Le ultime dichiarazioni sino-americane si collocano in un contesto di grande fermento nel Mar Cinese Meridionale che sta coinvolgendo i Paesi che vi si affacciano così come gli USA. Le più recenti tensioni sono nate dall’ultima esercitazione della marina dell’Esercito cinese, tenutasi dal primo al 5 luglio scorso. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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