Colombia: violenze su minori nell’esercito, 90 detenuti

Pubblicato il 14 luglio 2020 alle 6:27 in America Latina Colombia

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La Procura della Colombia ha riferito di aver arrestato 90 persone coinvolte in crimini sessuali contro minori in varie parti del paese, tra cui un sergente dell’esercito e un pastore evangelico.

I pubblici ministeri addebiteranno agli arrestati, che non fanno parte di alcuna rete, reati quali la pornografia con minori di 18 anni, sfruttamento della prostituzione, atto carnale violento, atto carnale abusivo e atti sessuali con minori di età inferiore a 14 anni.

“È stato svolto un lavoro incentrato sulle 36 sezioni della Procura e, in coordinamento con la polizia nazionale, è stata raggiunta la cattura di 90 persone” – ha riferito l’entità sull’operazione, avviata nella prima settimana di luglio.

Secondo le indagini, fino a 38 dei detenuti fanno parte del nucleo familiare delle vittime. Tra i perseguiti vi sono membri delle forze di sicurezza, genitori e guide spirituali e religiose.

Ne è un esempio un sergente dell’esercito attivo assegnato al Battaglione di fanteria n. 42 Battaglia di Bomboná, nel dipartimento di Antioquia (nord-ovest del paese), che è stato accusato di aver aggredito sessualmente la sua figliastra e mandato in un centro di prigione.

Nel frattempo, nel dipartimento di Nariño (sud-ovest) è stato arrestato un pastore evangelico che “avrebbe approfittato della sua posizione e della fiducia che aveva generato nella comunità, per abusare di alcuni minori che hanno assistito ai loro servizi”. Sia l’ufficiale che il pastore dovranno rispondere alla giustizia per il crimine di accesso carnale abusivo con un bambino di età inferiore a 14 anni.

I presunti membri di una rete di pornografia minorile sono stati arrestati con l’ accusa di aver contattato le vittime minorenni “creando avatar sui social media”.

“In questo modo, a quanto pare, hanno attratto e guadagnato la fiducia di bambini e adolescenti, ottenendo materiale esplicito con contenuti sessuali condivisi da diversi media virtuali” – spiega ancora la procura.

Gli arresti derivano dallo sdegno nazionale per le recenti accuse contro membri delle forze di sicurezza per abusi sessuali, incluso lo stupro di una ragazza di 13 anni degli indigeni Embera-Chamí da parte di sette ufficiali dell’esercito mentre pattugliavano la comunità, un caso rivelato tre settimane fa. “Quelle persone hanno accettato le accuse in udienza e riconosciuto i loro atti” – ha riferito la Procura.

Data questa denuncia, il comandante dell’esercito colombiano, il maggiore generale Eduardo Zapateiro, ha assicurato che 118 membri di tale istituzione sono stati indagati dal 2016 per presunti abusi sessuali su minori. Di questi 118, 45 sono stati licenziati, tuttavia Zapateiro ha ribadito che si tratta di “comportamenti individuali”. “Siamo 240.000 uomini che tutelano l’ordine e la sicurezza di tutto il Paese” – ha ricordato l’alto ufficiale aggiungendo che “nessun soldato è addestrato in questa istituzione a violare i diritti umani di bambini e adolescenti”.

In questo modo, il comandante dell’esercito si riferì al tweet pubblicato dall’ex presidente Ernesto Samper (1994-98), il quale ha dichiarato: “Condivido la posizione di mio fratello Daniel che il problema dell’esercito di stupratori, oltre ad essere punito esemplare, è un problema fondamentale per il fatto che ci sono soldati addestrati istituzionalmente per questo tipo di atti”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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