USA-Cina: le sanzioni di Pechino per la questione degli uiguri

Pubblicato il 13 luglio 2020 alle 18:28 in Cina USA e Canada

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La Cina ha annunciato l’imposizione di sanzioni contro gli Stati Uniti da parte di Pechino, dopo che Washington ha penalizzato alcuni alti funzionari cinesi ritenuti responsabili del trattamento della minoranza musulmana uiguri nella regione dello Xinjiang.

La mossa della Cina arriva quando le relazioni tra le due maggiori potenze economiche al mondo sono crollate a causa di disaccordi su questioni tra cui la pandemia di coronavirus, i dazi sul commercio, Huawei e la legge sulla sicurezza nazionale imposta a Hong Kong. In tale contesto, le nuove sanzioni cinesi sono state annunciate il 13 luglio e prendono di mira i senatori Ted Cruz e Marco Rubio, il rappresentante degli Stati Uniti, Chris Smith, il direttore dell’Ufficio per la Libertà Religiosa Internazionale nel Dipartimento di Stato degli USA, Sam Brownback, e la Commissione Esecutiva congressuale degli Stati Uniti sulla Cina.

Rubio e Cruz hanno entrambi sponsorizzato la legge che punisce alcuni funzionari cinesi per il proprio ruolo nella repressione della minoranza musulmana cinese degli uiguri. Anche Smith ha apertamente criticato la Cina su questioni che vanno dallo Xinjiang a Hong Kong e al coronavirus. Tutti e tre sono membri del Partito Repubblicano del presidente Donald Trump. “Le azioni statunitensi interferiscono seriamente negli affari interni della Cina, violano gravemente le norme di base delle relazioni internazionali e danneggiano in maniera profonda le relazioni sino-americane”, ha dichiarato ai giornalisti la portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying. “La Cina fornirà ulteriori risposte in base allo sviluppo della situazione”, ha aggiunto.

Il 10 luglio, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro un membro del Politburo cinese, Chen Quanguo, e contro altri 3 alti funzionari di Pechino, accusati di gravi violazioni dei diritti umani ai danni degli Uiguri. Chen è il segretario del Partito Comunista nella regione dello Xinjiang, dove le Nazioni Unite stimano che circa 1 milione di uiguri siano detenuti nei campi di rieducazione che la Cina descrive come “centri di formazione”, necessari per combattere l’estremismo. Si tratta del funzionario cinese di grado più alto che sia mai stato inserito nella lista nera degli Stati Uniti. Le sanzioni sono state imposte ai sensi del Global Magnitsky Act, una legge che consente al governo degli Stati Uniti di colpire i trasgressori dei diritti umani in tutto il mondo.

Le conseguenze sono un congelamento dei beni detenuti negli USA, il divieto di recarsi negli Stati Uniti e l’impossibilità di stringere accordi con cittadini statunitensi. Gli altri funzionari colpiti dalla misure sono Zhu Hailun, un ex segretario del Partito Comunista Cinese nello Xinjiang, Wang Mingshan, direttore e segretario dell’Ufficio di Pubblica Sicurezza dello Xinjiang e l’ex segretario dell’Ufficio, Huo Liujun. A proposito delle sanzioni, il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha affermato che ulteriori restrizioni verranno imposte sui visti per Chen, Zhu e Wang e queste colpiranno anche le loro famiglie. 

Secondo le Nazioni Unite, Pechino ha attuato azioni di soppressione culturale, religiosa e discriminazioni di vario genere contro la popolazione. Migliaia di Uiguri sono attualmente detenuti in quelli che la Cina ha definito “campi di rieducazione politica”, nella regione occidentale del Xinjiang. In tali strutture, la Cina è accusata di aperte violazioni dei diritti umani, in particolare di torture ai danni dei detenuti. Pechino, da parte sua, respinge tutte le accuse e sottolinea il rischio legato al terrorismo in tale regione. Le autorità cinesi sostengono che gli estremisti separatisti in seno alla minoranza degli Uiguri sono colpevoli di organizzare attentati contro la popolazione cinese Han che vive nella restante parte dello Xinjiang e in altre parti della Cina. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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