Taiwan: al via la simulazione di difesa da Pechino

Pubblicato il 13 luglio 2020 alle 14:56 in Cina Taiwan

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L’esercito di Taiwan, o Repubblica di Cina (ROC), ha avviato i 5 giorni della 36esima esercitazione militare annuale, Han Kuang, durante la quale testerà le proprie capacità di difesa nel caso di un’aggressione militare da parte di Pechino e, da quest’anno, anche della presa in ostaggio dei leader del proprio governo. Il 13 luglio, il capo dello Stato Maggiore dell’isola, il generale, Huang Shu-kuang, ha avviato le operazioni dal centro di comando della capitale, Taipei.

Stando a quanto rivelato da una fonte in condizione di anonimato al South China Morning Post, la prima giornata sarà un’esercitazione in difesa da possibili attacchi missilistici della Repubblica Popolare Cinese (RPC) contro i centri di comando, gli aeroporti e le basi militari di Taiwan. Al centro delle operazioni, ci sarebbe la base aerea di Chiashan, situata sul lato orientale dell’isola e che ospita numerosi hangar sotterranei, dove sono stati inviati gli aerei da combattimento Mirage 2000, di fabbricazione francese, e F-16, prodotti negli USA. Oltre a questi, sono stati dispiegati anche gli aerei da pattugliamento marittimo P-3C, che sono anch’essi di fattura americana e impiegati per individuare sottomarini.  Al contempo, le imbarcazioni della marina e due sottomarini sono stati inviati nella costa Sud-Occidentale di Taiwan per esercitarsi al contrattacco, accompagnati da elicotteri da attacco e pattuglia dell’esercito. 

Infine, il 15 luglio prossimo, la marina della ROC effettuerà il primo test di siluri sottomarini dal 2007, nel quale uno dei sottomarini d’attacco sferrerà i siluri SUT, di fabbricazione tedesca, per cercare di affondare un’ipotetica nave nemica.

Stando a quanto riferito dal Ministero della Difesa, l’esercitazione ha il compito di testare la prontezza della difesa costiera della ROC e vedrà dispiegati per la prima volta alcuni dei 22 nuovi battaglioni d’armi combinati che riuniscono soldati delle unità di fanteria e cavalleria, ufficiali di collegamento di più branche dell’esercito, cecchini e operatori di veicoli aerei e di missili telecomandati. Lo scopo sarà quello di testare la capacità di ogni battaglione di operare indipendentemente sul campo d’azione.  

L’esercitazione Han Kuang di quest’anno vedrà l’impiego anche delle forze di riserva che, insieme ad alcuni reparti speciali dell’esercito, alla Polizia e alla Guardia Costiera simuleranno sia il salvataggio dei leader del governo di Taiwan nel caso in cui questi venissero rapiti da invasori esterni, sia la difesa delle agenzie di governo nell’evento di un attacco, non limitandosi al solo palazzo presidenziale.

L’esercitazione cinese si colloca in un contesto di crescenti tensioni nel Mar Cinese Meridionale dovute alla sempre maggiore presenza, soprattutto militare, di Pechino in tali acque, alla quale gli USA hanno risposto lo scorso 4 luglio,  avviando un’esercitazione in loco con le portaerei USS Nimitz e USS Ronald Reagan insieme ad altre 4 navi da guerra per “sostenere la libertà e l’apertura della regione dell’Indo-Pacifico”.

 La questione di Taiwan rappresenta la maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico della RPC, che non ha mai escluso la possibilità di ricorrere alla forza per risolverla, soprattutto in seguito alle scorse elezioni dell’11 gennaio che hanno eletto la leader avversa a Pechino,Tsai Ing-wen.

L’isola è per il governo centrale cinese una provincia con parziale autonomia, ma Taiwan ha un governo indipendente che si autodefinisce Repubblica di Cina (ROC). La divisione tra le due trova le sue radici nel 1911 quando fu fondata la prima repubblica nell’ex-impero celeste da parte del Partito Guomindang. Quest’ultimo alla sconfitta subita nella guerra civile cinese, combattuta contro il Partito Comunista Cinese (PCC), giunse a Taipei dove si stabilì istituendo un governo nel 1949 mentre a Pechino, il primo ottobre, veniva fondata la Repubblica Popolare Cinese dal PCC.

Così come molti altri Paesi a livello internazionale, anche gli USA non hanno relazioni formali con Taiwan, in quanto dal primo gennaio 1979 hanno riconosciuto la RPC, spostando la propria sede diplomatica da Taipei a Pechino. Nonostante ciò, Washington è il maggior sostenitore dell’isola a livello internazionale, nonché il suo principale fornitore d’armi. Proprio lo scorso 10 luglio, gli USA hanno approvato la seconda vendita di missili a Taiwan del 2020, per un valore di 620 milioni di dollari.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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